LIVE+PHOTO REPORT: Nadàr Solo @ Radio Popolare & 75 Beat [MI] – 14/2/2014

Live report di Eleonora Montesanti

I concerti di Patchanka del venerdì sera sono sempre una certezza. L’Auditorium Demetrio Stratos di Milano è accogliente e in grado di sottolineare atmosfere intime e precise come pochi altri luoghi. Il 14 febbraio, giorno dell’amore per eccellenza, è il turno dei Nadàr Solo, rock band torinese fresca e scalpitante, innamorata del mestiere del musicista.

Si comincia la diretta dell’evento su Radio Popolare con una serie di domande di Niccolò Vecchia rivolte a Matteo De Simone (voce e basso del gruppo). Si ripercorrono le tappe essenziali dei Nadàr Solo, dai banchi del liceo all’autoproduzione, passando attraverso qualche accenno ai loro tre dischi – l’omonimo Nadàr Solo (2007), Un piano per fuggire (2010), Diversamente, come? (2013) – e alla carriera di scrittore di Matteo, arrivando alla conseguente collaborazione con Pierpaolo Capovilla e Il Teatro degli Orrori, sia nei reading del romanzo Denti Guasti (2012), sia nel brano Il vento, traccia contenuta nell’ultimo disco, che vede le due band amalgamarsi alla perfezione.

L’ultima domanda riguarda proprio Diversamente, come?, che resta una domanda, appunto. Un titolo denso di spaesamento, fatto per coloro che non sanno che pesci prendere. I testi sono tutti autobiografici, tra storie d’amore finite e precarietà, scritti per metà da Matteo e per l’altra da Federico Puttilli (chitarra e cori).

In quest’atmosfera di irrequietezza degli animi il gruppo inizia finalmente a suonare. Il pubblico in sala è variegato: ci sono bambini ipnotizzati dalla potenza dei colpi di bacchette di Alessio Sanfilippi sulla batteria; ci sono coppie di giovani che si tengono per mano; ci sono adulti che cantano e tengono il ritmo con il piede, ma che vorrebbero alzarsi e scatenarsi. Io colgo l’occasione per osservare quel che succede sul palco: ho visto tante volte i Nadàr Solo, ma per la prima volta, grazie all’ambiente raccolto, decido di curarmi di tutti i dettagli a cui di solito non faccio caso, poiché coinvolta visceralmente nel live.

Scopro assoli di chitarra magistrali ed eclettici (Stato maggiore, Tra le piume, La ballata del giorno dopo); scopro che Le case senza le porte è un crescendo strumentale montato in modo geniale, avviato dalla chitarra, a cui si aggiunge il basso, a cui si aggiunge infine la batteria, per esplodere sul ritornello; scopro che tutti e tre gli artisti vivono la maggior parte del concerto ad occhi chiusi. Tutto ciò mi emoziona molto.

Il primo dei due concerti della serata si chiude con quello che gli stessi musicisti definiscono il loro momento funky – L’abbandono – e con una simpatica ombra su San Valentino: I tuoi orecchini, brano di chiusura, viene sempre accompagnata da un racconto divertente e attuale. In questo periodo di crisi, quando una ragazza lascia il proprio convivente e quest’ultimo si ritrova solo, povero e arrabbiato, è facile che – visto l’immenso diffondersi dei Compro oro nelle nostre città – vada a vendersi i gioielli dell’ex fidanzata, magari per sopravvivere, ma soprattutto per vendicarsi. La canzone è amara, ma allo stesso tempo la morbidezza della chitarra e la dolcezza della voce di Matteo De Simone la rendono trasognata e sempre commovente. Il live finisce con una coda strumentale in un clima di gratitudine e con un “arrivederci a tra poche ore dall’altra parte della città!” a pieni polmoni.

Ed eccoci al 75 Beat. Il clima è amichevole, l’aria che si respira è giocosa e coinvolgente. Non si fa fatica a tirare le due di mattina, ossia quando i Nadàr Solo salgono sul secondo palco della serata, in un’atmosfera molto meno formale, allegri e carichi come non mai. Tra il pubblico ci sono tutti gli amici di sempre. Il concerto è una festa. Nonostante l’evidente stanchezza che trapela dagli occhi della band, gli scalpitii, i salti e il divertimento sono prioritari. La scaletta è simile alla precedente, ma ogni brano viene suonato con così tanta energia che è come se fosse la prima volta; inoltre, le improvvisazioni strumentali sempre presenti tra un pezzo e l’altro rendono ogni istante davvero unico.

La maniera in cui i Nadàr Solo si prendono cura dei suoni semplici e consapevoli, delle canzoni portate fuori con un’energia diversa ma sempre pulita e viscerale, del loro dare il massimo e farlo in totale naturalità racchiude il segreto dell’amore vero. Un San Valentino perfetto, da consacrare ed auspicare per tutti i giorni dell’anno.

Photo report di Star Fooker

PROSSIME DATE DELL’INVERNO/PRIMAVERA TOUR 2014

  • 8/3 @ The Cage, Livorno [w/s The Zen Circus]
  • 14/3 @ Vidia, Cesena [w/s The Zen Circus]
  • 15/3 @ New Age, Roncade (TV) [w/s The Zen Circus]
  • 16/3 @ Salotto di Mao, Torino
  • 21/3 @ Maledetta Primavera @ Officine Corsare, Torino
  • 3/4 @ Goganga, Milano
  • 4/4 @ Smartlab, Rovereto (TN)
  • 8/5 @ Zena, Campagna (SA)
  • 9/5 @ Bluebemolle, Sarno (SA)
  • 10/5 @ George Best, Napoli

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