INTERVISTE: ACCADEMIA DELLE SCIMMIE

Intervista di Francesca Vantaggiato

Al telefono mi risponde Jacopo e mette subito in viva voce: dall’altro capo del telefono ho 4/6 degli spezzini Accademia delle scimmie raccolti in sala prove. Hanno pubblicato il loro primo concept Ep dal titolo Soft (La clinica Dischi): 5 brani che sviluppano in chiave pop/rock il tema del tempo e delle sue conseguenze (incertezza, timore, speranza, noia). Chi non pensa almeno una volta al giorno a questa storia del tempo? A volte sembra non passi mai, in altre ti arriva in un solo secondo la consapevolezza dei tuoi trent’anni e di tutto il tempo che è trascorso. Ti chiedi se sei felice, se ce l’hai fatta, se ce la farai. La band Accademia delle scimmie ha messo in musica queste riflessioni ed emozioni che da sempre abitano il cuore umano, proponendo la loro idea.

Vi conoscete da tanto tempo, se non sbaglio.
Jacopo (J): Ci conosciamo da circa 15 anni: eravamo al liceo insieme e ora abbiamo 35 anni!

I rapporti tra di voi sono mutati nel tempo?
J: Prima eravamo amici… ora litighiamo e basta! I rapporti partivano da una base solida di amicizia, poi con il discorso di suonare insieme e condividere progetti e situazioni abbiamo legato ancora di più. Anche se ci sono discussioni o punti di vista diversi, questi vanno a sedimentare il forte rapporto di amicizia esistente

(applausone della band)

Andrea Guelfi, il vostro batterista abita a Milano. Come vi organizzate per live e prove? Soprattutto, come vi siete organizzati per la scrittura e la registrazione dell’Ep?

Andrea (A): C’è la voglia di portare avanti tutto perché ci divertiamo, quindi troviamo in qualche modo la disponibilità. Per fortuna, posso spostarmi quando serve e intanto cerchiamo di concentrare tutto nel week end che siano tutti liberi. Sull’Ep, ci abbiamo lavorato a Natale, durante le vacanze in una sessione di 5 giorni di full immersion totale. È difficile ma divertente, quindi lo faccio!

COVER_SOFT_EP

Il vostro Ep, Soft, come sta andando?
J: Sta andando abbatanza bene. La base del pubblico che ci seguiva già da tempo, prima come 19Cento ora come Accademia delle scimmie, ha continuato a seguirci ed ha apprezzato molto il lavoro. Ha trovato la stessa nostra vena, ma cresciuta e maturata. Ci hanno fatto i complimenti. Per quanto riguarda la critica, a volte ci sono pareri postivi e a volte negativi, però li ascoltimo sempre perchè le critiche sono costruttive. Presentando Ep e il videoclip di Natura criminale abbiamo fatto qualche serata promozionale e abbiamo acquisito nuovo like.

Come è cambiata la vostra vita, di gruppo e Personale,dopo l’uscita di questo EP?

J: Secondo me abbiamo preso più consapevolezza di quello che stiamo facendo. Suoniamo insieme da una vita però dare una forma concreta alla musica, al divertimento, al gioco ci ha un po’ responsabilizzato.Abbiamo messo una virgola in più di professionalità a tutto l’atteggiamento nei confronti della musica e dell’Accademia delle scimmie.

Questa cosa vi gasa o vi spaventa?
J: Ci piace, siamo qua apposta!

Avete intitolato questo Ep Soft, il che fa pensare alla musica leggera e al pop.
J: È Quello siamo e senza vergogna. A volte si associa il pop a un genere di serie B, mentre invece per definizione significa popolare, significa riuscire a parlare a tanta gente, magari di cose comuni ma guardandole da un punto di vista personale. Quindi ben venga il pop in questo senso, ben venga la musica soft che magari non è rock spinto ma – come piace dire a noi – è rock nel senso di atteggiamento nei confronti delle cose. Ci sentiamo pop ma anche rock.

Non avete paura che essendoci l’associazione pop=musica di poco spessore anche la vostra sia giudicata tale e quindi non ascoltata a prescindere? Questo soprattutto in Italia, mentre in altre culture non c’è questo atteggiamento verso il pop…

J: Purtroppo in Italia siamo un po’ prevenuti, non dico indietro perché il pop in Italia c’è sempre stato ed ha sempre avuto successo, ma ultimamente siamo figli di un atteggiamento demonizzatore quando invece il pop è la nostra base culturale e musicale. Nostra intesa come cultura sociale. Poi ognuno ha i suoi gusti personali, ma chi non ha mai canticchiato sotto la doccia un pezzo di Battisti

Io sono d’accordo sull’intendere la musica pop come musica popolare e che esistano molti pregiudizi e preconcetti. Parlando di pop, gran parte del pubblico pensa che sia da scartare a prescindere. Per questo mi sembrate abbastanza coraggiosi: potrebbe esserci una fetta di pubblico che non ascolterà il vostro disco per questi motivi o che vi etichetterà come l’ennesima pop band italiana
A: Questo siamo noi. Niente poi ti vieta di sperimentare cose diverse. Non credo ci sia una vocazione a voler fare pop in sé, ma di fare musica che possa essere ascoltata in varie situazioni – distrattamente in macchina o mentre uno fa la doccia. Non è detto che la musica pop debba dare un modello: la musica è l’espressione di un’emozione o di un momento, seppur banale o già sentita

Visto che abbiamo iniziato a parlare dell’Ep, direi di andare più a fondo nella tracklist. Il primo brano è Noiosa realtà. Quando l’ho ascoltata, ho pensato che non potesse esser stata scritta da musicisti rock, perchè parla di una persona insoddisfatta, che non si riconosce nella vita che sta conducendo, che vive una realtà appunto noiosa. Se penso alla vita di un musicista, scusate, ma immagino tutto tranne che sia noiosa!
J: La canzone nasce da una riflessione fatta durante in un post serata a Marina di Ravena in cui ci eravamo divertiti davvero tanto. Solo che poi c’è l’osservazione della realtà e – tornando al concept dell’Ep – il tempo passa. Ci divertimao e stiamo bene, però alla fine ti guardi intorno e osservi la realtà che in alcuni momenti è figa e in altri e noiosa.

In questa vita tra divertimento e noia però voi siete riusciti a realizzare un Ep, non mi sembra una cosa da nulla. Insomma, siete soddisfatti di quello che state facendo o prevalgono i momenti di sconforto?

J: No, siamo assolutamente felici. Siamo insieme da tanti anni e l’abbiamo sempre fatto. Momenti in cui 4 vivevano fuori La Spezia e comunque non abbiamo mai avuto momenti di esitazione, abbiamo sempre continuato a suonare, insieme, credendo nel nostro progetto. L’Ep è la realizzazione di tutto un percorso, quello che avevamo in mente di fare. Siamo felici perché ha chiuso un altro capitolo della nostra storia

Ma voi vivete di musica o fate altro?
J: Allora guarda parte uno che fa il fornaio, uno che lavora in un’azienda di moda, uno in un’impresa portuale, uno che fa il commerciale per Seat, uno che fa l’ingegnere diciamo che viviamo per la musica!

E lavorate perché…
J: perché ci servono i soldi!

Appunto: Noiosa realtà mi ha fatto nascere una riflessione su quanto spesso il tempo passa e tu continui a fare un lavoro che non ti piace, mentre il tuo sogno è fare altro (come vivere di musica, per esempio). Succede anche a voi, quindi?
J: È la riflessione che facciamo sempre: se potessimo vivere di musica – e ci accontenteremmo anche di un salariato base – lo faremmo tutti. Ovviamente, la vita è fatta di tante cose ed è anche noiosa a volte

La seconda traccia, Natura criminale, è stata affiancata da un videoclip in bianco e nero. Come mai avete scelto proprio questa canzone per il primo video?
J: Ne abbiamo parlato a lungo, ma pensavamo che Natura Criminale fosse il pezzo più maturo in quel momento, quello che ci piaceva di più e che meglio si adattava al videoclip. Ha avuto un percorso di creazione atipico rispetto al resto della nostra produzione. Ci piaceva molto, un pezzo fresco rispetto ad altri. Eravamo molto convinti di portarla avanti. Il videoclip si è coniugato molto bene all’atmosfera del pezzo ed è venuto fuori un gran bel risultato, grazie al regista Leo James Manzini che ha fatto un ottimo lavoro

L’idea di chi è stata?
J: Il video ha avuto una gestazione molto lunga. Siamo passati da un’idea a un’altra, siamo partiti volendolo registrare in un casolare abbandonato con una serie di sicari. Poi abbiamo pensato che ci piaceva l’idea di farlo all’interno della sala 1 (da cui stiamo parlando) perché è un po’ come casa nostra. Fare il video in questa stanza è come far vedere casa nostra – anche se poi è tutto nero e non si vede niente, ma noi lo sappiamo e questo ci gasa! E poi abbiamo avuto l’idea di storia con una linearità logica, poi in fase di montaggio del video ci siamo accorti che il fatto di dare più immagini e suggestioni poteva essere più interessante. C’era quindi un’idea di base che è cambiata 3 o 4 volte e poi in montaggio è stata ulteriormente stravolta pur rimanendo nei parametri. Diciamo che nel montaggio abbiamo avuto diverse illuminazioni, soprattutto il regista

Ne avete altri in programma?

J: Ne stiamo autoproducendo uno per Mantice, iniziato circa un anno fa a San Francisco e vedrà la fine prima o poi qua a La Spezia. Poi, sempre con Leo James Manzini, stiamo prlando di realizzare un videoclip per Sognando.

Mi sembra che Mantice sia l’unico pezzo dell’Ep in cui avete usato l’elettronica, o sbaglio?
J: No, in tutte ma Martin – il nostro tastierista – è particolarmente virtuoso e sa non essere invadente, come un centrocampista.

Ma a voi interessa l’utilizzo della strumentazione elettronica o è stato solo un tentativo?
J:Penso sia la parte più integrante e caratteristica. Anche dalle critiche che abbiamo ricevuto e che ci hanno fatto pensare, ci è venuta l’idea di utilizzare ancora di più l’elettronica anche perché le soluzioni tecnologiche sono divertenti, quindi reputiamo che sia una parte forte e integrante della nostra opera (se così può dire)

Martin (M): L’apertura all’elettronica è un deriva che abbiamo preso senza troppo ragionarci, una cosa spontanea. La produzione venuta dopo Soft si muove verso quella direzione. Nell’album su cui stiamo lavorando sembrerebbe di si. La fase creativa degli arrangiamenti è sempre molto democratica, quindi forse nel gusto di tutti sta prendendo campo l’elettronica piuttosto che il chitarrone. Non si esclude nulla. Sicuramente abbiamo avuto delle influenze dagli utlimi ascolti, perché quello che sta uscendo in radio per giocoforza ti influenza

Parlando della traccia Ragno, mi è piaciuta molto al punto di pensare che sarebbe stato quello il singolo piuttosto che Natura criminale
J: Era in ballottaggio fino all’ultimo, perché ha un inciso orecchiabile. È un pezzo in cui crediamo molto . C’è un aneddoto: noi ci registriamo quando proviamo, perché di solito ci dimentichiamo quello che facciamo e per questo ci registriamo, così poi ci riascoltiamo e ritroviamo anche belle idee che c’erano venute in mente, magari un anno prima. Ragno l’abbiamo provata ed è rimasta nei files per un bel po’ finché non l’abbiamo ritrovata e c’è piaciuta!

Ma siete in grado poi di risuonare quello che avete registrato magari mesi prima?
J: Per fortuna abbiamo Luca il bassista che ricorda tutto, le sue parti e quelle degli altri!

Accademia delle Scimmie

Accademia delle Scimmie from La Spezia

In Ragno c’è un verso su cui mi sono soffermata: “stare in mezzo alla gente mi opprime”. Beh, suona un po’ strano detto da una band che fa concerti e presumibilmente vorrebbe vivere di questo, cioè suonare davanti a un pubblico, stare in mezzo alla gente!
J: A volte hai bisogno di un po’ d’aria. Anche la Nutella mi piace da matti, ma dopo 4 /5 cucchiai hai bisogno di un bicchiere d’acqua. C’è un momento in cui anche le cose che ti piacciono sembrano soffocarti.

Vi capita di essere fermati per strada, di essere riconosciuti dalle persone? È anche a questo che fa riferimento il senso di oppressione di cui parlate?
J: A volte ci riconoscono per strada ma è normale: statisticamente parlando, dato che viviamo in una città piccola, a parte gli over 80, le persone ci hanno visto suonare in qualche piazza o locale. A noi fa piacere essere riconosciuti, significa che hai lasciato il segno con la tua musica, che sei piaciuto. Per ora, comunque, riusciamo tutti ad andare a fare la spesa da soli senza scorta!

L’Ep si chiude con Sognando e con la bonus track Soft. Era tanto che non sentivo una bonus track nascosta!
J: Beh ma noi siamo vintage! Io mi ricordo quando sentivo i dischi e partiva la traccia nascosta era bello e pensavo: “che bel regalo che mi hanno fatto!”. A modo nostro ci abbiamo provato anche noi a dare qualcosina in più. Tornando alla metafora del mangiare, è come quando fai una bella cena e alla fine il gestore ti porta anche l’amaro che non ti aspettavi.

La bonus track Soft a me è piaciuta molto, ha un buon sound blues dato dalla slide. È un indice per farci capire che nel disco ci sarà del blues?
J: Si, come per l’elettronica questa è un’altra direzione che stiamo provando a seguire.

Quanto avete suonato da quando è uscito il disco? Come è andata la riproposizione sul palco? Avete notato qualcosa da aggiustare?
J: Abbiamo suonato solo 5 volte e utilizzando con basi e sequenze riusciamo a riproporlo. Tecnicamente parlando, siamo contenti di come esce. Per quanto riguarda la reazione del pubblico, da sempre ci sono canzoni che vanno di più e altre meno. C’è un conflitto: le canzoni più orecchiabili e facili sono quelle che il nostro pubblico apprezza prima, solo che sono anche quelle che ci annoiano prima. C’è sempre stato un scontro (certamente bello) tra quello che vuole il pubblico e il nostro lavoro che invece va avanti. Sicuramente piace molto Natura Criminale, perché lo hanno visto nel videoclip e ascoltato più volte. Anche Sognando piace molto: è più adatta a chi apprezza cose morbide.

State ragionando molto sull’album a quanto pare. Sapete già quando uscirà? I pezzi sono pronti o ci state ancora lavorando?
J: Dipende da quando riusciremo a registrare! Per ora stiamo facendo bella preproduzione coi nostri tempi, che come dicevamo prima sono stretti. Quando avremo più tempo, magari a Dicembre, registreremo. I pezzi ci sono, siamo addirittura in fase di scrematura, ce ne sono troppi, sia nuovi che del passato recente che vorremmo proporre.

Sarà un concept album, come è stato per Soft?
J: Resterà la chiave del tempo, anche per dare una chiusura all’Ep, per coerenza e produzione. Il tema che ci porta avanti è sempre questo.

Ultima domanda che faccio sempre: qual è l’ultimo concerto a cui siete stati?
(seguono 2/3 minuti di imbarazzo perché nessuno si ricorda, come succede sempre!)
Luca: Fabi, Silvestri, Gazzè ed è stato veramente un bel concerto, godibile, lungo ma bello. 2 ore sono volate. Secondo me loro sono la summa del cantautorato ultimo italiano, supportati da una band incredibile
A: Forse i Giardini di Mirò che sonorizzavano un film anni ’20 (Rapsodia Satanica, ndr)
J: Io e Federio Abbiamo visto gli AC/DC. Paurosi! Visti già ad Udine, sono delle macchine da guerra!

CREDITS
COVER_SOFT_EP
Accademia delle scimmie: Jacopo Ruffini (voce); Federico Stretti (chitarra); Giacomo Lomasti (chitarra); Luca Battistoni (basso); Martin Bruschi (tastiere); Andrea Guelfi (batteria). Prodotto da Accademia delle Scimmie. Registrato ai Cellar Studios da Armando Fiorenza. Mixato ai Cellar Studios da Armando Fiorenza e Cae. Masterizzato al Soniclab Studios da David Campanini

SOFT – ACCADEMIA DELLE SCIMMIE
(La clinica dischi, 2015)

1. Noiosa Realtà
2. Natura Criminale
3. Mantice
4. Ragno
5. Sognando (+ ghost track)

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