LIVE+PHOTO REPORT: Girotto-Servillo-Mangalavite @ Parco Auditorium della musica [RM] – 24/11/2015

Live report di Skanderbeg – Photo Report di Stabilo

La vita si basa su tre semplici temi: il cibo, la cacca e l’amore. Non per forza in quest’ordine come suggerisce il nostro Stabilo. Ecco la massima rivelatrice, assolutamente soggettiva, per carità, che scaturisce con forza dal concerto del trio Girotto-Servillo-Mangalavite in occasione della 39esima edizione del “Roma Jazz Festival” presso l’Auditorium Parco della musica.

Girotto Servillo e Mangalavite per Roma Jazz Festival. Parco Auditorium della musicaUn concerto goduto appieno andando oltre alla tecnica sopraffina di questi 3 artisti, così vicini, così in sintonia da sembrare un unico nucleo che pulsa. Perchè il sentimento di pancia, che traspare in ogni loro brano, arriva in maniera così immediata da lasciarci sbigottiti.  Per un’ora e venti il terzetto italo-argentino ci riporta alle storie dei migranti italiani in viaggio verso la terra del fuoco grazie ad una serie di brani estratti dal suo ultimo lavoro Parientes.

Il trio ci prende per mano e ci porta a gustare il cibo con Come si usa col ragù, la cacca con la lettura di Lucas e i suoi pudori di Cortàzar, e l’amore grazie a Milonga Sentimental e Piccolo Tormento. Ma è tutto il concerto che si sviluppa in maniera così rapida e indisinta che i temi della serata si mischiano tra il pianoforte di Mangalivite che detta un ritmo infernale, gli acuti di uno strepitoso Girotto, e il cantato strascinato, a tratti tragico, a tratti grottesco (vedi la lettura del brano Zia Agustinas sempre di Cortàzar) di un grande Peppe Servillo.

Per chi pensa che il tutto sia più della somma delle singole parti, il concerto di questa sera ci conferma, in maniera emblematica, che oltre alla tecnica, ci vuole l’anima – non de li mortacci de qualcuno, attenzione! – ma quella che fa dell’arte un sogno al di sopra della nostra vita terrena.

Ce ne andiamo canticchiano e fischiettando il ritornello di Felicità, il secondo bis preso in prestito dal repertorio di Lucio Dalla, con quel gusto agrodolce che fa parte della vita, quello che ti fa pensare agli amori che sarebbero potuti essere e non sono stati o quelli che non possono essere perchè si decide semplicemente che non lo devono essere!

Photo Report di Stabilo

Girotto Servillo e Mangalavite per Roma Jazz Festival. Parco Auditorium della musica

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