LE INTERVISTE DI JUST KIDS SOCIETY: LOHREN

di Gianluca Clerici

Dietro le quinte di un nuovo mondo digitale. La frontiera dell’impossibile sembra ormai resa polvere. Ci rendiamo conto ogni giorno come tante nuove realtà nascano, ormai come funghi, proprio grazie alla Santa Matrigna Tecnologia. Senza la quale cosa accadrebbe? E nell’orgia autoreferenziale di questi innumerevoli progetti, pochi saltano all’occhio…e di questi sicuramente si farà un gran parlare…forse…speriamo. Tra questi, tra l’altro prossimi a scendere in campo, ci sono i LOHREN. Bel gusto tinto di sex-appeal alla moda, poco più che adolescenti ma già formati di carattere e decisioni. Sfoggiano un primo assaggio con la cover di Rino Gaetano “Sfiorivano le viole” e sono subito migliaia di click su YouTube e tante pubblicazioni. Giusto per farci capire subito che aria tirerà sul disco in arrivo in primavera. Perchè il segreto non è far cose nuove…ma aver nuova faccia nel presentarle. Il loro punto di vista on Just Kids Society? Lo chiediamo ai LOHREN…

Fare musica per lavoro o per se stessi. Tutti puntiamo il dito alle seconda ma poi tutti vorremmo che diventasse anche la prima. Secondo voi qual è il confine che divide le due facce di questa medaglia?
Quando prendi qualcosa seriamente e ti comporti in maniera professionale è fisiologico che diventi un lavoro. Noi abbiamo sempre lavorato nella musica come turnisti, ma adesso vogliamo fare qualcosa di più, vogliamo dire qualcosa di nostro e metterci la faccia. Alla fine c’è modo e modo di lavorare nella musica secondo noi dipende molto dall’approccio che gli dai.

Crisi del disco e crisi culturale. A chi dareste la colpa? Al pubblico, al mercato, alle radio o ai magazine?
Beh, non crediamo ci sia una sola motivazione specifica, è più un mix di fattori e circostanze storiche che hanno dato vita ad una società con problemi di attenzione e di curiosità. L’avvento di internet, l’accessibilità facilitata allo studio di uno strumento, la possibilità tecnologica di poter registrare a casa propria con poca spesa e di poter diffondere i propri prodotti in maniera gratuita e immediata sono tutte cose positive, ma in questo caso hanno creato una eccessiva produzione di musicisti mediocri e un calo di interesse verso le piccole realtà emergenti.

Secondo voi l’informazione insegue il pubblico oppure è l’informazione che cerca in qualche modo di educare il suo pubblico?
L’informazione educa l’informato, solo chi non si conforma si mimetizza in quello che è la società di un futuro catartico alla fine riempito di individui che non fanno altro che seguire informazioni atte a farli sentire tanto più diversi e stravaganti tra di loro quanto più omogenei nell’insieme. Stravaganti non sono le risposte, ma le domande.

La vostra musica, un pop tinto di sola sana elettronica. Musica che insegue il mercato e le mode oppure siete voi ad inseguire il mercato e le mode in altro modo?
Se è di moda si vedrà anche in base a come andrà il disco. Non ci stiamo ponendo troppi problemi al riguardo. Per ora quello che è uscito è una cover di Rino Gaetano che non è di tendenza attuale. E se ci pensi l’elettronica è di moda dagli anni ’80. In tutto il mondo viene utilizzata l’elettronica o anche solo un computer da diversi anni, non c’è molto da stupirsi sulla nostra scelta. Ciò non toglie che nel disco in uscita saranno presenti diverse collaborazioni acustiche di musicisti di qualità.

I LOHREN sono all’esordio. La vera grande difficoltà di questo mestiere?
I Lohren sono all’esordio si, ma nelle nostre esperienze lavorative e artistiche individuali abbiamo già vissuto molte di quelle che sono le problematiche comuni dei liberi professionisti. Oggi c’è molta competizione non sempre onesta, pulita e con armi alla pari, ma non è nulla di differente da quello che succede negli altri ambiti. Effettivamente come mestiere presenta le stesse difficoltà di qualsiasi altro, ma il vero grande problema è che tante volte non viene visto come tale. Ogni volta che rispondiamo che lavoriamo come musicisti dopo ci sentiamo sempre dire “E poi?”. In più, per esempio, qualche giorno fa siamo andati a rinnovare la carta di identità e nello spazio “professione” il computer non riconosceva la risposta “musicista”.

E se aveste modo di risolvere questo problema, pensiate che basti? Nel vostro caso specifico?
Di sicuro ci sarebbero altri problemi. Noi per fortuna non ce ne poniamo e andiamo avanti a testa alta.

Finito il concerto dei LOHREN: secondo voi il fonico, per salutare il pubblico, che musica di sottofondo dovrebbe mandare?
Bella domanda…che ne dici di Vivaldi?

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