INTERVISTE: BEA SANJUST

di Fausto Del Prete

Ha da poco dato alle stampe “LAROSA” il suo disco d’esordio, una raccolta di 11 canzoni scritte tra Roma e Brighton nell’arco di 8 anni, sui temi dell’amore, la fiducia, la natura e la famiglia.
Musicalmente le influenze sono il folk britannico, l’americana, il rock psichedelico, ma anche i ritmi dispari della musica africana, ed una fugace strizzata d’occhio alla dance. Signore e signori, Bea Sanjust!

LAROSA è il tuo disco d’esordio ma quando hai iniziato fare musica?
Ho iniziato a fare musica ai tempi del liceo. Un mio amico Davide Fiorentini (che ha anche contribuito alle musiche di due brani del disco) mi ha iniziata al canto su chitarra e poi mi ha coinvolta in un gruppo – reggae 😉

Ci racconti il significato del titolo che hai scelto per il tuo disco?
Il titolo LAROSA è un omaggio alla collettività dell’album, a tutti gli amici musicisti che hanno contribuito alla sua realizzazione.
L’idea del nome mi vanne un giorno mentre camminavo: mi parlò un cespuglio di rose..dicendomi che quelle rose eravamo noi, siamo noi, disposte a mazzi, insieme, vive adesso in questo tempo. Il disco è stato realizzato tra Roma e Brighton, due città apparentemente molto distanti.

Ci sono delle similitudini, un filo conduttore che le lega a tuo avviso ?
A Brighton sono finita abbastanza “per caso” – per un periodo che si è tipicamente allungato, ho seguito il mio amico chitarrista Tom Cowan e abbiamo fatto musica per diversi anni con il gruppo Shoreline, e si formava il Willkommen Collective.
Ma poi ripensandoci non è affatto strano che io sia stata magnetizzata a Brighton…è una cittadina sulla costa, un luogo molto particolare, artistico, e radicale mi sento di dire.
Arte, musica, molti vegetariani, gay, attivismo ambientale….lì ho imparato a fare il compost.
Roma la mia città natìa, è molto più immensa e antica, una capitale.
Certamente sono due realtà molto diverse.
Il filo conduttore per me è sicuramente la scena musicale di entrambe. In modo molto simile, si formano dei supergruppi di musicisti, propositori e fruitori di musica che lavorano insieme. Ma questo succede un pò ovunque, credo…la musica esiste in tutti gli aggregati di persone!

LAROSA è appena uscito in Italia. Viste le potenzialità ed essendo anche cantato in lingua inglese, c’è l’intenzione di proporlo anche all’estero?
Certamente, sia via il web che tramite alcuni cari amici che ho ancora in Europa.
Per il momento in particolare l’Inghilterra e la Germania, poi chissà?
Le vie della musica sono infinite.

Quali sono le ispirazioni per i tuoi pezzi, intendo quali temi hanno ispirato la composizione di LAROSA?
L’amore, la natura, la fiducia, la famiglia.
E quali invece i musicisti e le sonorità che ti hanno maggiormente ispirato?
Joan Baez, Madonna, Elvis Presley, i miei amici del Willkommen Collective.
Kayah & Bregovic, la musica del Mali. L’immenso David Bowie, Jeff Buckley.
Ma anche gruppi come i Guns N’ Roses e i Queen…

Qual’è il tuo approccio al live? ci sarà modo di vederti dal vivo quest’estate?
Sì certamente.
L’11 maggio in solo come apertura a Iacampo, al Teatro Quirinetta di Roma.
Ci sono inoltre diverse cose in via di definizione per quest’estate per poi mettere in piedi un bel tour autunnale.

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