LIVE+PHOTO REPORT: FANTASTIC NEGRITO @ SALUMERIA DELLA MUSICA [MI] – 09/09/16

Live report di Francesca Vantaggiato
Photo report di Maria Elisa Milo

Molto più che fantastici.

Wooow ragazzi, che concerto! Avevo grandi aspettative su Fantastic Negrito – e anche tanta emozione nell’attesa – e facevo bene, perché è stato MEMORABILE. Lui, Xavier Dphrepaulezz, era in gran forma: carichissimo, pieno di energia, vestito di tutto punto nonostante il caldo, ballerino scatenato e di gran stile, dalla battuta subito pronta e neanche un grammo di spocchia (anche se potrebbe permettersela, vista la voce, lo splendido album The Last Days of Oakland che ha appena sfornato e la serie di date macinate ultimamente). La sua band, compatta e davvero degna di nota: tastiera ballerina, basso ritmato, batteria pesante e chitarrazza blues. E oltre ad essere ottimi musicisti, il loro coinvolgimento emotivo era palpabile, si vedeva chiaramente che si stavano divertendo e il sudore che gli bagnava i corpi e i vestiti ne era la testimonianza.

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Eppure, c’era poca gente, mentre io m’ero immaginata di dover fare a botte per entrare e vederli da vicino. E invece no: ho trovato decine di persone sedute con i loro boccali di birra e calici di vino, dalle facce felici e pronte a far casino. Buon per noi che siamo riuscite a goderci un concerto coi fiocchi a pochi metri dal palco; buon per me che ho potuto ballare liberamente, senza rompere le scatole a nessuno, né essere infastidita da gomitate nel costato. Peccato per loro, però, perché arrivando da oltreoceano si meritavano un po’ più di gente ad accoglierli. Ma perché, perché non siete venuti, fessi che non siete altro? Vi siete persi un live della madonna! Sappiate che comunque il pubblico era in fermento, bello ricettivo, pronto a cantare, urlare e a battere le mani: pochi ma gasati, insomma!

Era una vita che non sentivo del buon blues sanguinante e carico, storie di amori finiti, di oppressione, di sfruttamento, canzoni di rinascita, canti di libertà, di rivincita. Tutto suonato in chiave blues farcito di rock, funky, gospel, hip hop. Working poor è una meraviglia con la sua struttura semplice, il piano che trilla, la chitarra che graffia, i cori in sottofondo. Un pezzo che spacca! Quando attacca About a bird la rabbia sale, ti si stringe il cuore, butti giù sorsate di birra molto amare. Lost in a crowd ti annebbia il cervello, ti senti perso proprio come lui e ti vedi solo, nella tua vita, in mezzo alla folla, con l’ansia che ti sale e un senso di malessere che ti attanaglia. E ascoltare la sua In the pines è stata una rivelazione per me, perché di versioni ce ne sono tante, ma questa è stata davvero toccante. Ripeto: wooow ragazzi, che concerto.

Abbiamo tutti apprezzato la performance di questo cantante dalla voce che sale e scende in un batter di ciglio, mentre si dileggia in passi di danza degni del miglior Prince che m’hanno scatenato una grande invidia (diciamolo, io quelle mosse non le saprò mai, mai fare, ma neanche se Michael Jackson resuscitasse solo per insegnarmi a ballare). Io e tutti gli altri intorno a me non ne potevano più fare a meno e quando il concerto è finito abbiamo iniziato a reclamare il bis urlando e battendo le mani a lungo. Davvero, non so per quanto tempo abbiamo continuato, forse 5 o 10 minuti. Ma non c’è stato niente da fare, la band se ne era andata. Ma poi… sorpresa! Fantastic Negrito riappare in mezzo al pubblico, con l’aria un po’ stordita e affaticata, e si dirige immediatamente al banchetto dei cd, a vendere dischi e magliette, scattare foto e firmare autografi! Per me è stato inaspettato e molto divertente trovarmelo davanti per caso, stringergli la mano e vederlo sorridere!

Vi giuro: dalla fine del concerto, non si è spostato di un metro dal banchetto! I suoi compagni di band se ne andavano in giro a bere Menabrea, fumare sigarette e chiacchierare di cazzate e di gelati vegani (si, le chiacchiere sui gelati le abbiamo fatte noi con il chitarrista, El Chileno, il quale ci ha confessato: “Eh, sono l’unico cileno che conoscono, per questo mi chiamano così”). Che dire: Xavier Dphrepaulezz è un uomo che ha vissuto tante esperienze, belle e brutte, e che si è reinventato da zero dimostrando il suo talento. Xavier Dphrepaulezz , un uomo che resta ore a vendere cd.

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