RECENSIONE: ROSSELLA ALIANO – BLOOD MOON (Autoprodotto, 2017)

Recensione di Gianluca Clerici

Magnetico ed espressivo. Dallo spazio arrivano solo cose permeate di luce nuova.

Torniamo a parlare di Rossella Aliano e del suo disco che avevamo ospitato nella nostra consueta rubrica JustKids Society. Ed ecco spiegato un incipit che sia ballerino tra il criptico e il popolare, tra quel che sembra essere poetico e quel che invece sembra venir fuori dal gusto comune. Perchè il disco di Rossella Aliano ha questo fascino. Metriche pop prettamente riconoscibili con una mistura di incanto e favola notturna. Il tutto mantecato in un pentolone di alluminio con dell’elettronica saggiamente ricercata. Dall’incontro e dalla collaborazione con il Blood Moon Project nasce proprio questo disco che la cantautrice siciliana ha voluto chiamare proprio “BLooD MooN”. Sono 14 inediti e io li riporto a caso con fascino e stupore ma anche con quel piglio di curiosità per tante cose che ancora devo digerire. Perchè di sicuro non l’immediata scontentezza a legare assieme tutte le canzoni. “Giuda” come singolo forse non l’avrei scelto, forse “Anelli” sarebbe stato più idoneo. Eppure questa batteria acustica che si immerge in un sound che spinto appena un po’ di più nelle intenzioni potrebbe suonar bene in un vecchio disco di Morgan e dei Bluevertigo non è affatto male…anzi. E queste variazioni in minori o in accordi in settima che sospendono le frasi e lanciano il futuro prossimo rendono solo fascino. Ma è l’inciso di “Giuda” a dettare le regole: accattivante, erotico in alcuni frangenti di voce…avrei evitato un passaggio testuale in inglese ma sono dettagli.
E come ultima fuga non ci resta che sembrare normali: la Aliano in questo brano e in tutto il disco la dice lunga. Noi esseri umani di questa società siamo immersi in una finzione che ormai ha eguali solo nella fantascienza. Che sia anche questa una ragione del perché vestire tutta questa scrittura di elettronica digitale che proietta le mie orecchie nello spazio. Cubi argentati, luci di led e stanze ipergalattiche di uno scenario dolcemente adolescenziale (siamo nel 4052): ecco cosa mi arriva alla mente quando sento l’incipit di “Anelli”. E che bella la strofa…scorre e scivola come acqua del futuro e come lunghi viaggi volando a pelo su strade che fluttuano (come fluttuano i suoni delle parole che ha scelto per incastrarne le assonanze) – “…e una carezza tua con gli occhi è bella quanto questo vasto cielo…”
Arriva la torch song “Parole nella notte” è personale di un’intensità che quasi mi mette in difficoltà con i suoi 5 minuti di confessioni noir…scorre come una favola colorata di blu “Neve”…si tinge di verità disarmante “Nessuna metà” e si rende necessaria “Real” ultima traccia ed unica in inglese.
Fermo, posato, in equilibrio e forse ancora troppo istintivo per essere fragile di venir manovrato da chi della musica cerca solo il denaro. Un lavoro altamente ispirato che forse un saggio avrebbe contenuto nelle soluzioni messe in gioco ma che a noi personalmente piace così, libero, randagio, tanto che delle volte oltrepassa la recinzione.

Rossella Aliano – BLooD MoooN (2017, Autoprodotto)
1. Adam
2. Anelli
3. Giuda
4. Ali di ferro
5. Anime e draghi
6. Neve
7. Sereni di pioggia
8. Nessuna metà
9. Sangue
10. Parole nella notte
11. Una statua sulla cattedrale
12. Todo va bien
13. Blood Moon
14. Real

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