RECENSIONE: Lilia – Clepsydra I

Recensione di Gustavo Tagliaferri

C’era una volta l’animo prettamente spensierato e malinconico di “Il Pleut”, ormai un lontano ricordo, vista la voglia della pescarese Lilia Scandurra, o semplicemente Lilia, di perseguire strade sempre più nuove, che se era già intuibile con il precedente “44”, si assoda definitivamente con l’ascolto di “Clepsydra I”, suo terzo capitolo in studio: in un contrasto tra vegetazione e cemento, bianco e nero, Terra e Sistema Solare, la scoperta ed evoluzione di un pianeta alternativo nel corso di un album simile diviene parte di un’esperienza che passa per ambient, dark-wave Clepsydra e glitch (Magnetic Storms) guardando successivamente verso Oriente accennando un drum’n bass di matrice dreamy (Niark) e simulando dei battiti techno (Anthem), lascia emergere la parte nervoa del proprio io, che sia un bombardamento electro fatto di synth e drum machines (Artemis Invasion (Deckard)) oppure un coacervo di tendenze industriali (Moyen-Age), là dove predominano ipnosi e cattura, tramite fiori all’occhiello come l’incalzante ed eterea (The Game), la ballata spiritata (Empress Moonchild) e il sussurrato e sopito crescendo pianistico di (Iridescent Lilium). In linea di massima di dubbi non ve ne sono: “Clepsydra I” è un disco straordinario e certamente il maggiormente rilevante di un’artista la cui indole spericolata è giusto che si faccia avanti sempre più. Non solo per lei.

liliaLilia – Clepsydra I
(2015, autoprodotto)

1. Clepsydra
2. Niark
3. Artemis Invasion (Deckard)
4. The Game
5. Magnetic Storms
6. Empress Moonchild (feat. Empress Luna)
7. Anthem
8. Iridescent Lilium
9. Moyen-âge (feat. Dr. Greenthumb)
10. emaG ehT

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