LE INTERVISTE DI JUST KIDS SOCIETY: SANTINO CARDAMONE

Intervista di Gianluca Clerici

Quel pop che si mette a nudo, quella canzone d’autore che non cerca la rivoluzione e soprattutto quella voce che non ha alcuna intenzione di mascherarsi di luci e glitter di scene plastificate. Il bello di questo nuovo disco di Santino Cardamone dal titolo “Mondocervello” è racchiuso nella semplicità di un suono acqua e sapone e da testi altrettanto trasparenti. Ed è probabilmente questo l’elisir di lunga vita che permette ad una canzone di arrivare al cuore e non solo alle orecchie. Punto a capo. Un bel rinnovamento. Le consuete domande di Just Kids Society per Santino Cardamone:

Fare musica per lavoro o per se stessi. Tutti puntiamo il dito alle seconda ma poi tutti vorremmo che diventasse anche la prima. Secondo te qual è il confine che divide le due facce di questa medaglia?
Se la musica principalmente non si fa per se stessi non potrà mai diventare un lavoro. Tutti i musicisti, cantautori, artisti sognano di fare della propria arte una professione, anche se hai tempi d’oggi vivere di musica è davvero difficile. Io personalmente sono contento dei miei traguardi, perchè oggi posso dire che la musica è diventato un lavoro che divido con la professione da docente.

Crisi del disco e crisi culturale. A chi daresti la colpa? Al pubblico, al mercato, alle radio o ai magazine?
Rispondo semplicemente che la colpa è di nessuno. Sono nato io forse in un’epoca che non mi appartiene.

Secondo te l’informazione insegue il pubblico oppure è l’informazione che cerca in qualche modo di educare il suo pubblico?
La seconda, perché l’informazione ha il dovere di educare il suo pubblico.

La musica di Santino Cardamone graffia la faccia con questo pop che torna al popolo di tutti i giorni. In qualche modo si arrende al mercato oppure cerca altrove un senso? E dove?
Io faccio musica per me stesso e per la gente che mi segue ,anche se sono 5 , 10 o 100 persone ad ascoltare le mie canzoni, per me è già una vittoria.

In poche parole…di getto anzi…la prima cosa che ti viene in mente: la vera grande difficoltà di questo mestiere?
La vera grande difficoltà, sono le persone che ci mangiano intorno e inutile stare qui ad elencare il tutto. Un’altra difficolta da non sottovalutare è lo sconforto. Tanti artisti che meritano davvero si demoralizzano perché non hanno mai avuto un’occasione. Il segreto è quello di non arrendersi mai. SUONARE, SUONARE E SUONARE fino all’ultimo giorno della propria vita.

E se avessi modo di risolvere questo problema, pensi che basti?
Scusa, ma non penso sia io la persona giusta.

Finito il concerto di Santino Cardamone: secondo te il fonico, per salutare il pubblico, che musica di sottofondo dovrebbe mandare?
“Creuza” de ma di Fabrizio De Andrè

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