LE INTERVISTE DI JUST KIDS SOCIETY: GRAY RENDA

Intervista di Gianluca Clerici

Sovversivo, dissacrante, sincero e maledettamente onesto con se stesso. Non ama i giri di parole Gray, e a questo punto ci piacerebbe più chiamarlo Gray Renda che è tanto bello ritrovare in un uomo la fierezza del proprio passato. Insomma lui non ama mettersi in gioco con banalità comode e di tornaconto. Dice quello che pensa e diviene dunque anima scomoda a noi che indossiamo maschere per i luoghi comuni. Lui invece resta “nudo” e lo diviene letteralmente in questo nuovo video del suo ultimo singolo “Nato senza un cuore”, ballata dal pop arrugginito e raschiante dedito al figlio che ha o al ruolo di padre che non si sa mai bene come si fa. Scrittura istintiva e poi quel sapore beat che tanto ci piace. A lui le consuete domande di Just Kids Society:

Fare musica per lavoro o per se stessi. Tutti puntiamo il dito alle seconda ma poi tutti vorremmo che diventasse anche la prima. Secondo te qual è il confine che divide le due facce di questa medaglia?
Ho sempre considerato l’arte una forma di catarsi, l’unica via di espressione umana, appannaggio di pochi, e forse eletti. Per fare arte, Musica, Pittura, Scrittura etc etc, bisogna avere delle capacità, attitudine e forse un pizzico di presunzione… noi abitiamo sull’altra parte della luna… io sono uno Space Oddity, e come me tanti altri là fuori! Io sono un “Diverso”, e ne vado orgoglioso. Faccio ciò che faccio, che piaccia o meno, e non mi è mai realmente importato il successo. Chi mi conosce sa che dico il vero!

Crisi del disco e crisi culturale. A chi daresti la colpa? Al pubblico, al mercato, alle radio o ai magazine?
La colpa è nostra, di tutti noi. Bisognerebbe saper rifiutare, non accettare, certi meccanismi, ma il rock e il significato della musica per come doveva essere, muore ogni volta che vediamo un genitore accompagnare i propri figli al concerto di un deficiente dai denti smaltati che scrive minchiate!

Secondo te l’informazione insegue il pubblico oppure è l’informazione che cerca in qualche modo di educare il suo pubblico?
È solo un cane che si morde la coda, tutto qui… io non faccio informazione scrivo canzoni, non so come giri l’ingranaggio, tu di certo lo sai meglio di me… credo che l’informazione sia pilotata sempre ad alti livelli e possa a sua volta pilotare le masse, imporgli dei gusti, dei trend, come il vino, adesso tutti sono diventati degustatori, intenditori… e tutti sono diventati chef di rango, ma se vuoi mangiare bene devi andare ancora dove mangiano i camionisti, a proposito grande Rubio !!!
E comunque Marilyn Manson non è responsabile se qualche pazzo ammazza qualcuno mentre ascolta le sue canzoni. Purtroppo c’è ancora qualcuno che usa l’informazione e che fa informazione sbagliata.

Gray Renda canta la vita, canta se stesso ed è se stesso che mette a nudo in questo pop rock dai toni aspri. In qualche modo si arrende al mercato oppure cerca altrove un senso? E dove?
Grazie per avermi chiamato anche col mio cognome… ne vado fiero, sono un Renda.
Mio padre era un grande uomo, un mite, forse il Regno dei cieli è per quelli come lui… e a purtroppo in vita non gli è andata molto bene, forse perché alla fine ha dovuto arrendersi… io sono stato più fortunato, ho sempre avuto la possibilità fino ad oggi di cambiare percorso, anche quello artistico, soffrendo, per mancanze, o per certe abbondanze … ma è qualcosa che metti in conto quando fai delle scelte come le mie. A cinquant’anni ti dico, del mercato mi importa niente. Voglio solo fare Rock’nRoll, e se potessi sceglierei di morire su un palco.

In poche parole…di getto anzi…la prima cosa che ti viene in mente: la vera grande difficoltà di questo mestiere?
Essere se stessi. Sempre. Anche cambiando. Perché si cambia, si invecchia, e i punti di vista sono differenti. Fare questo mestiere, come lo chiami tu, è’ una questione di “Attitudine”,non di Abitudine. Non lo puoi imparare. O ci nasci e allora sei maledetto o è meglio che fai altro.
Fidati.
Per tutto il resto c’è “ Amici” e il cerchio magico!

E se avessi modo di risolvere questo problema, pensi che basti?
Ti rispondo con una frase di Pete Townshend degli Who “Il Rock non ti aiuterà a risolvere tutti i problemi ma se non altro potrai ballarci sopra!”… a me non basta sinceramente… ma è una buona opzione!

Finito il concerto di Gray Renda: secondo te il fonico, per salutare il pubblico, che musica di sottofondo dovrebbe mandare?
Senza ombra di dubbio “When the Music is over” dei The Doors! Ma… scusa a parte il fonico… prima o poi dici che riuscirò ad avere un roadie che mi aiuti a smontare alla fine del concerto? …inizio ad invecchiare e la cosa mi pesa un po’… non dico la pensione… ma un aiutante me lo merito dopo 35 anni di attività… o no? Ah ah Ah

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