Le immagini e le parole. Michele Pastrello, Sei fatta di donna

Recensione di Jacopo Lorenzon

Scarica gratuitamente il singolo –> Sei fatta di donna

Una forma d’arte perlopiù visiva che si allarga, si evolve, rompendo il silenzio e riempiendosi di suono. Quando le immagini non bastano più, o quando forse richiedono una spinta ulteriore per definire più nitidamente i contorni del proprio messaggio, lì arrivano le parole. Questo è quello che sta avvenendo con la produzione di Michele Pastrello, regista già apprezzato dalla stampa di settore per i suoi lavori. Microfilm, come li definisce lui stesso, che hanno tracciato, uno dopo l’altro, un percorso registico unico e riconoscibile, reso da un linguaggio artistico fatto di immagini prive di monologhi o dialoghi. Lavori che si propongono di indagare un’umanità più o meno ampia, la cui intimità viene osservata da vicino come in un quadro più allargato. Con tutte le sue contraddizioni e debolezze.

  Microfilm, dunque, che diventano ora videoclip: il percorso di Pastrello compie un ulteriore passo avanti, esplorando in questa nuova fase anche la dimensione musicale, che affianchi e completi quella visiva. L’artista veneto dà infatti vita ad un progetto in cui si mette per la prima volta in gioco anche come autore e interprete di canzoni che comporranno il suo disco d’esordio. L’anima fa rumore è titolo dell’opera, un ambizioso concept album che proseguirà la ricerca di Pastrello delle più piccole sfumature dell’animo umano. Una ricerca nella quale, come detto, convivono immagini e parole, che si sorreggono completandosi le une e le altre.

  Il risultato espressivo che ci possiamo aspettare dalla narrazione de L’anima fa rumore è anticipato da Sei fatta di donna, primo singolo (con relativo video) a cui faranno seguito i restanti capitoli dell’opera.

Si tratta di un brano in cui Pastrello affronta un delicato quanto importante tema quale la condizione femminile, all’interno di una società – la nostra – che appare ancora oggi ferma e incapace di fare quei passi che dovrebbero apparire scontati e necessari, ma che ancora mancano.

“Sei fatta di donna” – spiega Michele – “è forse la canzone più impegnata, femminista oserei dire, ed è una umile dedica da uomo al mondo femminile, alla realtà della donna, denunciando il suo essere (ancora) troppo spesso soggiogato e un auspicio di unione e cooperazione per far in modo che accada sempre meno”.

Una presa di coscienza amara, quasi un appello lanciato a entrambe le parti in causa: da una parte lo sprone, da uomo, alla donna, perché raggiunga una definitiva liberazione; dall’altra, naturalmente, la vergogna che lo stesso uomo prova nei confronti dei propri simili, riflessa in uno specchio che il più delle volte non si ha nemmeno il coraggio di guardare direttamente. Sei fatta di donna, insomma, suona come una richiesta d’aiuto. Una speranza a tratti gridata, e che allo spettatore/ ascoltatore giunge attraverso due componenti – visiva e musicale – che potrebbero tranquillamente risultare efficaci vivendo di vita propria, e che però, unite, amplificano enormemente la loro risonanza. 

  Con Sei fatta di donna siamo entrati all’interno di una nuova narrazione, che ci porterà nei prossimi mesi a soffermarci su nuovi e diversi aspetti. Pastrello ci sta dicendo che L’anima fa rumore. A noi non resta che scoprire in quali altri modi.

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