LAS NENAS ENTREVISTAN: MARIO TIFFI

Intervista di Las Nenas 

Ciao Mario, benvenuto nella nostra rubrica Las Nenas entrevistan. Come stai? Come è iniziato il nuovo anno? 

Ciao Elena Ciao Stefy, grazie per l’invito! Sono davvero onorato per la vostra intervista. Io sto bene anche se l’anno in famiglia è cominciato con un mese di quarantena… ho fatto la terza dose di vaccino e per fortuna non ho contratto il virus.

Suoni e produci musica ispanica e latina, come è nata in te questa passione? Una curiosità: tra le tante canzoni che hai realizzato, ne hai composta una per un cantante spagnolo/latino? 

La passione per la musica in generale è nata grazie a mia madre che fin da bambino mi ha imposto lo studio del pianoforte… non smetterò mai di ringraziarla per l’opportunità che mi ha dato di scoprire, per poi amare, la Musica. Nel corso degli anni ho quindi affinato la tecnica pianistica approcciandomi financhè alla musica ispanica, flamenca e latino americana.

Per inciso, proprio in questi giorni, sto ultimando un brano per la Ciak Entertaiment dal titolo Alma Gitana. Si tratta di un nuovo progetto di imminente uscita, sviluppato con il preziosissimo intervento del cantante Victorio Capuço (un carissimo amico nonché mio storico collaboratore) dove si sperimenta un nuovo genere musicale per così dire Flamenco/Reggaeton.

Nel 2020 hai pubblicato lalbum intitolato Red Baron Compilation vol. 1. Perché Red Baron? Pubblicherai anche un vol. 2?

Con gli amici del Barone Rosso Pizzeria Jazz Club di Spinea (VE), che sin dall’apertura hanno organizzato memorabili concerti live di musicisti di fama anche internazionale, abbiamo realizzato una compilation originale da omaggiare ai clienti affinché potesse fungere da piacevole intrattenimento e gradevole compagnia per godere momenti magici nel loro meraviglioso giardino estivo e si potesse in tal modo raccontare uno scorcio di storia del mitico locale.

 

La playlist originale l’ho realizzata campionando, ad esempio, il suono della pala del pizzaiolo nel forno oltre ad aver utilizzato le voci dei ragazzi dello staff provenienti da più parti del mondo. Ringrazio in particolar modo il Barone Rosso perché anche durante la pandemia ha contribuito a regalare agli avventori sensazioni memorabili accompagnandole a pizze deliziose e a musica suadente. L’incipit della Compilation infatti  è il seguente: “…Benvenidos nel nuestro mundo amistoso e repleto de gustos…”. Ecco da dove deriva Red Baron Compilation, nella speranza che per fine 2022 si riesca a realizzare il secondo volume.

Ci racconti come è nata la traccia n. 8 Tamorumba, la n. 10 Red Bus e lultima intitolata Janni?

Assieme ad Ezio Casalini, amico e collaboratore di sempre, prodigioso e sofisticato chitarrista flamenco, abbiamo realizzato diversi brani nel corso del tempo. La nostra passione per la musica, in particolar modo per quella flamenca e latina, è nata sin dal nostro primo incontro, sbocciata durante la comune esperienza nel gruppo La Fuertezza ed esplosa nella composizione dell’arrangiamento del celebre brano Fiesta Flamenka.

Debbo, tuttavia, ammettere che la difficoltà maggiore talvolta riguardava la scelta del titolo da assegnare ai brani. Per Tamorumba, tuttavia, abbiamo avuto da subito una doppia illuminazione: per un verso è stato il nostro amore per la rumba a suggerirci il titolo e, per contro, l’amore, ahinoi, sovente non ancora ricambiato in termini di maggior successo, notorietà e prestigio… insomma … come diciamo qui a Venezia, con tono di sfiducia: “Tamor(ti) anca a la rumba”.

Red Bus ha avuto origine da una ispirazione: dopo aver visto L’estate di kikujiro, incantevole film del 1999 di Takeshi Kitano, le mie tre frasi tematiche e l’onda della melodia sono state ispirate dall’atmosfera della sua magnifica colonna sonora. Così, nel mio piccolo, ho voluto omaggiare il grande regista giapponese.

Per Janni e per altre songs della compilation, mi son lasciato invece ispirare dal prelibato menù del Barone Rosso.

Come fai a scegliere il titolo dei tuoi brani e a trovare quelle parole che definiscono ciò che suoni?

In parte ho già risposto, ma vorrei aggiungere il fatto che ricerco nel titolo, o meglio nella parola che poi utilizzo sia essa italiana, inglese o spagnola, la caratteristica della sonorità, della musicalità. Altre volte ci metto un pizzico di ironia e, perché no, di goliardia, così da utilizzare titoli anche divertenti.

Abbiamo letto nella biografia presente sul tuo sito https://mariotiffi.com/ che hai scritto, prodotto e arrangiato, insieme a Moreno Barbazza, brani per Sabrina Salerno. Ci sveli di più? In particolare, quali canzoni hai scritto?

Ho conosciuto Moreno Barbazza nel 1992 e da allora abbiamo collaborato nella scrittura e nella produzione di diversi album poi confluiti nell’ Inglomoreno, gruppo musicale avente quale progetto la musica pop-rock-ciz italiana.

Inglomoreno – Ph. Patrizia Turchetti

In quell’anno si stavamo registrando il brano Madruga poi prodotto da Enrico Monti. Il destino, funesto per Moreno artista, fece sì che Enrico proprio in quel periodo incontrasse Sabrina Salerno. Fatto sta che finì che Moreno passò da artista da lanciare a scrittore ed ideatore di brani per Sabrina. Così abbiamo composto assieme alcune canzoni come: Fatta e rifatta, Mama Said, Step (poi divenuta Yes). Al riguardo, ricordo con immensa gioia una serata speciale trascorsa con il mitico Massimo Riva.

Nel 1997 con il gruppo La Fuertezza realizzi il remix 2 the night, canzone colonna sonora del Film Il ciclone, riscuotendo molto successo e partecipando a diversi eventi, programmi tv come il Festivalbar, Tappeto Volante, Furore, Uno Mattina e a moltissimi concerti nelle principali piazze e discoteche dItalia. Ti aspettavi questo successo? Ci racconti lesperienza e soprattutto lemozione?

Live con La Fuertezza

No, assolutamente non mi aspettavo quell’enorme successo! E’ stata davvero una meravigliosa quanto inaspettata esperienza. Mi son divertito moltissimo perché ho avuto il piacere e, prima ancora, il privilegio di girare in lungo e in largo l’Italia che adoro. Solo per render  l’idea, ad agosto del ’97 abbiamo partecipato a 28 eventi (in altrettante serate su 31 giorni) tra i paesaggi più disparati del nostro Bel Paese, sperimentando le migliori tradizioni anche musicali ed assaporando la eccellente cucina locale. Sempre di corsa da un divertente e prestigioso locale notturno all’altro. Una personalissima nota: uno scalino superiore rispetto all’ineguagliabile bellezza dell’Italia, la costiera amalfitana e la Sicilia tutta! Emozione pura al massimo livello: ricordo di aver fatto la tripla la notte di Capodanno a Napoli. Tre eventi in una notte, con la città che andava a fuoco …. stupefacente!

Hai un luogo ideale per creare la tua musica? 

No, la musica può nascere ovunque anche se poi, per la realizzazione dei brani, ho creato un studio di registrazione a Mestre VE, dove ha sede la mia etichetta discografica Mooverecords.

<<Centanni fa la maggior parte della gente non abitava nei grandi centri e la musica che ascoltava era suonata quasi sempre da amici e famigliari. Molti non sentirono mai unopera o una sinfoniaNegli anni Venti del 900 era stata creata una rete di 10.000 centri di concerti chiamati Chautauqua, per dare modo alla gente di ascoltare conferenze e musiche che arrivavano da lontano.>> (Byrne D., Come funziona la musica, p.290). Oggi con la tecnologia la situazione è cambiata: ad esempio con un cellulare in mano possiamo ascoltare la musica dovunque. Secondo te in futuro come sarà con il Metaverso (levoluzione dellodierna Internet: un grande mondo virtuale condiviso in cui gli utenti tramite riproduzioni digitali di se stessi – avatar – possono interagire in infiniti modi: dal giocare, al lavorare, collaborare, guardare film, assistere concerti)?

Non so come sarà il futuro della musica, credo però che si possa sintetizzare la mia idea nella celeberrima frase di Shakespeare tratta da Il mercante di Venezia:

<<L’uomo che non ha musica in se stesso,

e non è mosso dall’armonia dei dolci suoni,

è buono per tradire, tramare e depredare;

i moti del suo animo sono cupi come la notte

e i suoi affetti neri come l’Erebo.

Un uomo così non riceva mai fiducia. Ascolta la musica.>>

….A questo credo… indipendentemente dalla tecnologia che ci sarà…

La cosa che ami di più nella vita?

Vivere per me è assaporare il cibo, cucinare, giocare a scacchi e…  la musica.

Cos’è per te la musica?

In una sola parola: respirare!

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3 thoughts on “LAS NENAS ENTREVISTAN: MARIO TIFFI

  1. Bravissimo Mario vero artista per talento e per cuore!! Sono felice per il tuo successo frutto di passione e tanto sacrificio. Ti auguro che la tua musica , così ricca e piena di sentimento, sia ascoltata ed apprezzata sempre più perché è questo che ti meriti: un grande successo!.

  2. Pingback: LAS NENAS ENTREVISTAN: MARIO TIFFI – Mario Tiffi Music

  3. Senza la musica il mondo sarebbe cupo. Per fortuna che ci sono persone che scoprono la musica che hanno dentro e la regalano. Cercano infinite combinazioni di quelle sette note creando sempre qualcosa di nuovo. Grazie Mario

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