RECENSIONE: Family Portrait – Lontano

Recensione di Claudio Delicato

All’inizio degli anni 2000 Faustino Asprilla, celebre ex attaccante del Parma allora in forza all’Universidad de Chile, si presentò sul campo di allenamento con una pistola in mano, cominciò a sparare all’impazzata e mise in fuga compagni e staff tecnico, giustificando il suo gesto dicendo che era un modo “per spronare la squadra”.

Cosa c’entra questo con il primo LP dei Family Portrait? Assolutamente nulla, era una semplice introduzione a caso senza alcun nesso logico con il contenuto di questo articolo, secondo una filosofia di scrittura tanto cara a Rob Brezsny che ultimamente spopola sulle timeline di Facebook dei miei contatti femminili con più foto in bikini.

Quello suonato dalla famigghia Lambertucci (fra membri fissi e guest ne ho contati almeno tre con lo stesso cognome) e dintorni è un disco che WikiPedia definirebbe synth-pop, ma dato che qui a Just Kids ogni tanto facciamo anche del sesso limitiamoci a dire che è un riuscito mix fra pop ed elettronica sulla scia di artisti delle fredde lande islandesi come Sigur Rós e Björk, seppur non chiaramente riconducibile ad alcun gruppo specifico, il che è decisamente un pregio. Lontano passa da intense e dolcissime ballate avvalorate dalla splendida voce di Emma (come la title track, fiore all’occhiello del disco) a pezzi di matrice più dance.

Il gruppo di Macerata ha una marea di pregi: sa ideare riff semplici e accattivanti (come quello dell’opening track), le sue canzoni sono piene di energia e fanno venire voglia di ballare, i testi sono ben scritti e mai banali, ha perfino dimestichezza con i tempi composti (Sera) e il disco è colmo di trovate compositive interessanti, come il bell’assolo jazz nel finale de Il rito. I Family Portrait si sono anche avvalsi di diversi featuring per avvalorare – con successo – la qualità artistica del loro album, che suona coerente, candido e naturale come un pensionato alcolizzato che vince una gara di scorregge con le ascelle alla sagra del tartufo di Norcia.

Il gruppo è attivo dal 2008 e la sua esperienza è più che evidente nella caratura musicale di quest’album, con una cura dei suoni non comune per un esordio e una maturità compositiva mica da ridere. Lontano è un album divertente, ben suonato e prodotto, orecchiabile ma non acchiappone, tutto sommato coraggioso in un momento in cui pochi gruppi “osano osare”. Un esordio più che buono, insomma, che mi fa venir voglia di vedere i Family Portrait dal vivo per testare la loro capacità di coinvolgere il pubblico.

Bene, ora parliamo dell’elefante nella stanza: la voce di Emma Lambertucci ricalca troppo quella di Meg, che a sua volta ricalca troppo quella di Björk. Non che il modello sia da sottovalutare, per carità: stiamo pur sempre parlando di una delle vocalist più dotate del nostro paese, ma è un peccato che un buon disco come questo sia in parte declassato dal fatto che le sue linee vocali siano così simili a quelle di una musicista la cui voce è un inconfondibile marchio di fabbrica. D’altro canto, è evidente che Emma ha tutti i mezzi necessari per non risultare l’imitazione di un’imitazione – ha padronanza, spirito, intensità, capacità interpretativa e soprattutto una voce pazzesca – e questo fa ben sperare per i futuri sviluppi del gruppo.

Per quanto mi riguarda, dunque, promuovo Lontano a pieni voti con una piccola riserva, e sono convinto che i Family Portrait, partendo da un’ottima base, sapranno crescere ulteriormente e regalarci altra musica di ottima fattura. Ne abbiamo bisogno.

LONTANO – FAMILY PORTRAIT
(The Orchard/Promorama, 2013)

  1. Sete
  2. Deserto
  3. Lontano
  4. Favola
  5. Il rito
  6. Sera
  7. Labirinto
  8. Saturno
  9. Stagione nuova
  10. Tracce
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