RECENSIONE: Nevroshockingiochi – Scena 2

Recensione di Andrea Barbaglia

Registrato e prodotto dal veterano Fabio Magistrali che in molti già conosceranno per la sua carriera ultraventennale da produttore di successo al fianco di quel seminale gotha-rock nostrano ben rappresentato da Afterhours, Ritmo Tribale, Bugo, Six Minute War Madness, A Short Apnea, R.U.N.I., Cristina Donà, Scisma e Perturbazione (così, giusto per citarne alcuni), Scena 2 è l’ennesima scommessa del barbuto head chief del Magister Mob Studio il quale nei Nevroshockingiochi trova l’ennesimo buon motivo per tornare sulle scene con un lavoro, al solito, mai allineato con quanto già ampiamente reperibile sul mercato.

Dal canto suo la band marchigiana offre all’ascoltatore un violento quanto utile impatto sonoro capace di fungere da stimolo e non da limite ai propri ascolti, chiedendo anzi ai più attenti uno sforzo ulteriore per andare alla ricerca della chiave di lettura dell’intero lavoro. Qua infatti nessuno ha pensato di fare qualcosa di diverso da quanto registrato per vendere qualche copia in più, ma tutto è stato sviluppato in funzione del proprio gusto e – se mi permettete – della propria estetica.

Si comincia con la claustrofobica destrutturazione dissonnante di Piccoli omicidi fatti in casa, perfetta colonna sonora da montaggio seriale che sa omaggiare i Primus, per poi passare alla frenetica urgenza declamatoria intenta a muovere Senza lingua. Il Ritmo spastico dell’omonimo brano filtra voci e rumori di fondo attraverso una consapevole meccanica industriale ben assemblata pure nella strumentale Reset e che del resto fa pesantemente capolino in quasi tutto l’album.

Anche quando la voce si fa più riconoscibile perché non oberata da sovrastrutture musicali (Tempi morti, la visionaria ciNECROnica) mai scompare quel senso di inafferrabile malessere indotto da un’ossessiva ripetitività cadenzata, fredda e glaciale.

Inaspettato, il quasi intermezzo L’arte del poker pare invece una versione metallurgica e ampiamente riveduta della storica Fuori dal tempo, autentico passepartout per i Bluvertigo di Metallo non metallo. Paragone azzardato? Può darsi, eppure al pari del gruppo brianzolo agli esordi anche i Nevroshockingiochi percorrono imperterriti una strada per nulla facile.

La detonazione sonica di Asces(s)i è noise colato nel metallo fuso, rumore grezzo incanalato attraverso macchinari analogici negli stampi in cui verrà successivamente battuto e piallato; Col-lasso di tempo e La regola delle 3 S o dello sbiancamento dell’anima nulla tolgono e nulla aggiungono a quanto già messo in luce precedentemente, se non fornire una ulteriore scarica di furia hardcore disturbata e martellante.

Compressa in poco più di trenta minuti, l’esperienza del quintetto maceratese è la giusta evoluzione dell’album d’esordio L’imperfetto storico, cosicché dopo l’autoproduzione è arrivato anche il tempo delle sinergie. Fiancheggiati ora da una decina di etichette indipendenti non nuove a esperienze artistiche di questo tipo, i Nevroshockingiochi di Scena 2 tracciano anche a livello di produzione un solco rispetto al loro stesso passato e, nell’immanenza del presente, gettano le fondamenta per costruire il futuro. In un trionfo di autonomia e determinata voglia di fare. This is Art-Core.

SCENA 2 – NEVROSHOCKINGGIOCHI
(Onlyfuckingnoise/Il Verso del Cinghiale, 2013)

  1. Piccoli omicidi fatti in casa
  2. Senza lingua
  3. Tempi morti
  4. L’arte del poker
  5. Ritmo spastico
  6. Col-lasso di tempo
  7. ciNECROnica
  8. Asces(s)i
  9. Reset
  10. La regola delle 3 S o dello sbiancamento dell’anima
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