RECENSIONE: Alessandro Sipolo – Eppur bisogna andare

Recensione di Francesca Amodio

Eppur bisogna andare è il disco d’esordio del giovane cantautore lombardo Alessandro Sipolo, classe ’86. La sigla “B.B.”, che per l’occasione rubiamo alla celeberrima femme fatale, si traduce qui in due aggettivi: bello e bresciano. Aggettivi che rispecchiano Sipolo tanto quanto lui stesso se ne discosta; che è bresciano ce lo ricorda il suo accento, con cui il cantautore marchia a fuoco ogni parola, conferendole un suono profondo, caldo e sensuale. La bellezza è un dato di fatto, tanto quanto lo è il suo essere lontano anni luce dallo stereotipo del cantautore indie belloccio, modaiolo e incapace, di cui – ahinoi – ultimamente è pieno il globo.

Dopo un Sanremo sfiorato e aperture a gruppi del calibro della Bandabardò, ecco che Eppur bisogna andare – primogenito dalla gestazione nomade e cosmopolita ma con radici identitarie ben salde in un terreno sicuro – viene affidato alla produzione artistica di Giorgio Cordini, storico chitarrista di de André. Il disco, con le sue 12 tracce, a stento riesce a trattenere la vitalità, la profondità e l’intensità delle storie di vita che racconta: è un disco che va ascoltato mentre non si fa nient’altro, perché una volta messo nel lettore prende vita propria e l’ascoltatore non può far altro che lasciarsi soggiogare, beatamente.

La naturalezza testuale e sonora che affiora dal primo lavoro di Sipolo è quella propria del ciclo dell’acqua: come essa dalle pozzanghere torna alle nuvole, con altrettanta naturalezza il nordico cantautore riversa in note suadenti la sua vita da viaggiatore itinerante e nomade. Non un viaggiatore qualsiasi, bensì uno che si lascia vivere e trafiggere dai mondi lontani che percorre – dal Cile alla Bolivia, dal Perù al fascino delle comunità rom – e al quale riesce meravigliosamente bene metterli in note. Eppur bisogna andare è un disco omogeneo, laddove omogeneità sta per coerenza e coerenza sta a sua volta per coraggio: il coraggio di saper realizzare e portare avanti con armonia, dalla prima all’ultima traccia, un godibile concept album dalle sonorità gipsy-folk che dà una lezione alla presunta eterogeneità di altri, che spesso altro non è che paura di scegliere una e una sola strada musicale da percorrere con logicità.

L’album comincia con Time for leaving, dove fin dall’intro emergono le notevoli e virtuose doti chitarristiche dell’autore; è una movimentata ballata folk dove l’allegro sfondo musicale collide con l’amarezza dell’attualità del tema trattato, ovvero l’espatriare forzato di un giovane legato alla sua terra tanto quanto consapevole della necessità di lasciarla: “non lascerò che sia il mio volto a ricordarmi quant’è amaro il gusto dell’amarti, puttana patria, questo mio andare, ultimo dei tuoi parti.” Suggestive atmosfere da saloon abbandonato in cui all’improvviso si assiste all’esplosione di una rumba gitana si respirano in Domingo, passando poi a una personale analisi dei Migranti, dove la tromba di Paolo Malacarne si interseca tra sonorità country-gitane e si percepisce una non ottenebrata critica ai pensieri di taluni compaesani, quando Sipolo canta “quello che ci insegnano i padani,” ovvero che “anche il nero è tollerato se è il colore del denaro, meno quello da abbronzato.”

Si prosegue con la romantica e gioiosa Per strada, dove interessante è il charango di Marco I. Alarcón che combatte la noia decantata, quella che “uccide più di civiltà e cambiali.” Si giunge quindi a una romantica e country ninna nanna, Ninna nanna a un amore, passando per una Periferica guarnita dalla fisarmonica di Giorgio Guindani per sbarcare infine su una struggente e a tratti amara Saturday Night Fever.

Eppur bisogna andare è il primo frutto di un terreno musicalmente fertile, rigoglioso, particolare e affascinante quale è quello di questo giovane cantautore. Un’autentica stella alpina in una valle musicale di rocce.

EPPUR BISOGNA ANDARE – ALESSANDRO SIPOLO
(Autoproduzione, 2014)

  1. Time for leaving
  2. Malatesta
  3. Kamikaze
  4. Domingo
  5. Migranti (talk)
  6. Migranti
  7. MagiaBordeaux
  8. Per strada
  9. Resistensa
  10. Ninna nanna a un amore
  11. Periferica
  12. Saturday night fever

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