LIVE REPORT: Emily @ Ossigeno Festival [RM] – 16/9/2014

Live report di Clara Todaro, foto di Matteo Nardone

È la seconda serata dell’Ossigeno Festival al Teatro Palladium. Con un po’ di anticipo prendo posto e inizio a guardarmi intorno. Non appena mi rendo conto di essere nella stessa poltrona in cui due sere prima Bosso si era messo a suonare tra il pubblico tradisco un guizzo di gioia.

Le luci sul palco si accendono. In ordine di comparsa ci sono Barbara Eramo alla voce e alle chitarre Stefano Saletti, suo collaboratore e produttore del nuovo album intitolato Emily, un concept interamente ispirato al mondo intimo e solitario della grande poetessa statunitense Emily Dickinson. Già solo per questa scelta so che lo spettacolo promette bene!

Un leggio, uno sgabello alto e le gambe accavallate… un’altra voce si accende dall’ala destra del palco. È il tono deciso e forte dell’attrice Manuela Mandracchia, che inizia a leggere Di’ tutta la verità ma dilla obliqua. Ogni tanto agita dolcemente le mani, quasi a dipingere immaginari quadri con quelle parole evocative. Mi ritrovo con i brividi a fior di pelle mentre interpreta poesie o lettere della Dickinson, e non sono la sola. Il pubblico si scalda e applaude puntuale.

Così, tra testi di Emily che si avvicendano in parole, musica e immagini di Roberto Saletti sullo sfondo, mi rendo conto di respirare ossigeno a pieni polmoni. Il singolo It was love dal vivo merita e trasmette bella grinta, come Rave till the day. La voce della Eramo (che tra l’altro suona anche tamburo e armonica) nei toni più scuri mi ricorda Dolores O’Riordan, mentre nelle note acute addirittura mi fa tornare in mente Amy Lee. Mi sfugge comunque una definizione precisa… importa? Mi chiedo.

Tra world music e post rock, lo stile di Emily piace, e rende perfettamente in note lo spirito malinconico della poetessa. Uno spettacolo quasi tutto al femminile. A poco a poco sono salite sul palco Martina Bertini al basso e Diana Tejera per accompagnare qualche pezzo. Ospite della Eramo è anche Nathalie, che a sorpresa duetta in un bel brano dedicato alle donne. Sul finire del concerto arriva invece, per il rotto della cuffia, Awa Ly, bellissima nel suo lungo abito floreale; è con lei che ci regalano il bis per un saluto finale caldo e suadente.

Mentre mi avvio verso lìuscita, delle parole continuano a ronzarmi in testa:

Mio padre è troppo impegnato con le difese giudiziarie per accorgersi di cosa facciamo. Mi compra molti libri ma mi prega di non leggerli perché ha paura che scuotano la mente. (Emily Dickinson)

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