LIVE E VIDEO REPORT: Ought @ Arci Ohibò [MI] 06/11/2014

Live e video report di Tobia D’onofrio

Quando a fine anno verranno stilate le classifiche dei migliori album, non potrà non figurare l’esordio dei giovanissimi canadesi Ought su etichetta Constellation, accolto con generosi encomi dai (pochi) soliti noti. Un album fresco che tra retrogusti vintage e spigoli post-rock mostra un’urgenza comunicativa non comune.
Sinceramente, in una città difficile per la musica indie come Milano, non ci si aspettava le oltre cento persone che sono accorse di giovedì al bellissimo circolo Arci Ohibò, ormai noto ritrovo di nottambuli. Pubblico simpatico, più nerd che hipster, a dimostrare che gli hipster hanno dalla loro la moneta, mentre i nerd posseggono la scienza: sono un po’ statici durante il concerto, rispetto all’indie-rocker medio, ma quantomeno generosi negli applausi a fine pezzo.
Scaletta di un’ora e dieci, con un bis che include un inedito, gli Ought seccano la platea con uno show che non solo riproduce amplificata la potenza dell’album d’esordio, ma rivela (e in effetti qui li stavamo aspettando al varco) la brillante presenza scenica della band sul palco, in particolare il cantante, un dandy frenetico e ululante che pare ammiccare all’epoca d’oro del post-punk. E se in Pleasant Heart sembra Ian McKay dei Fugazi, in Habit sembra vestire i panni del primo David Byrne, Around Again è puro Thurston Moore, ma cita anche Violent Femmes e Television.
Catalogato come post-rock o post-punk, More Than Any Other Day è un disco potente e ispirato anche nei testi; un album che ha segnato il 2014 e lascia presagire grandi cose per questi quattro giovani di Montreal. Non perdeteli dal vivo stasera e domani a Roma (Teatro Quirinetta) e Bologna (Covo).
Immagine anteprima YouTube
Video realizzato da Tobia D’Onofrio
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