Live + Photo Report Biréli Lagrène & Gipsy Project @Auditorium Parco della Musica [RM] – Roma Jazz Festival – 27/11/2014

Live report di Skanderbeg

Chissà quante volte avete pensato: ma è possibile che la maggior parte degli artisti che si vedono questi di JustKids all’Auditorium di Roma sono tutti bravissimi, fortissimi, “eccezziunali veramente”? Ma diamine, a volte il gran nome è fuffa, molto spesso i musicisti sopravvivono grazie ad un paio di buoni album e null’altro, com’è possibile che questi trovano solo gente stratosferica? Onestamente possiamo rispondere di avere gran fortuna e la pazienza di selezionare le cose che ci piacciono, cercando di trasmettervi le nostre emozioni, ecco perché ci ritroviamo sempre a raccontarvi di concerti fantastici.

E, giustappunto, il concerto di Bireli Lagrene per il Roma Jazz Festival 2014 rientra pienamente nella nostra speciale classifica dei concerti fantasmagorici. Sarà perché l’artista alsaziano non è il classico jazzista ingessato bensì un mostro informale di eleganza e tecnica sonora; sarà perché quando “swingeggia” saltellando da nota a nota, i suoi piedi sembrano esser posseduti dal delirium tremens e le sue mani si infiammano, mentre la tastiera della sua chitarra fuma!; sarà perché sa ri-arrangiare pezzi e non scadere nella definizione di genere che in molti gli hanno attribuito; sarà, infine, perché non è il chitarrista super “tecnicone” senza cuore e i suoi assoli non sono uno sfoggio di note bensì una serie ragionata di melodie fatte alla velocità della luce.

Ebbene se ieri, tutti o quasi, eravamo all’Auditorium per ascoltare un classico concerto jazz-manouche – per i puristi fissati di Django tornato di moda in Italia da circa 3-4 anni – la sorpresa ci ha assaliti in toto.

Bireli, come solo i grandi artisti, è al di sopra dei generi. La sua musica ha ormai così tante influenze che si può solo definire prettamente di Lagrene. Se già col pezzo di intro, Just the way you are, ci fa capire che la serata sarà diversa da quella che ci aspettavamo, più il concerto va avanti e più Bireli e la sua band si rilassano e si divertono fino al “cazzeggio” subliminale degli ultimi pezzi. Bellissime le interpretazioni dei classici Cherokee e Mimosa (una variazione sul tema di Nuages di Django).

Il pubblico è partecipe e segue ed è un gran bene, in pieno stile Swing! Ci vengono concessi addirittura due bis. Il primo è un colpo al cuore: Isn’t She Lovely di Stevie Wonder! Per quanto “simpatica”, pensiamo che un concerto del genere non può finire con uno dei peggiori pezzi della produzione di Stevie. Bireli se ne accorge per fortuna e allora omaggia “la voglia dello scontato” dell’ italiano medio con il super classico Minor Swing. In finale la piccola “nota stonata” c’è ma è colpa di Bireli Lagrene, che a volta è così veloce da non stargli dietro!

Photo report di Enrico Ocirne Piccirillo

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