RECENSIONE: BÉBÉ DONGE – LE VERITÀ DI BÉBÉ DONGE

Recensione di Clara Todaro

Qual è la verità dietro un avvelenamento apparentemente folle e immotivato, compiuto per di più da una donna intelligente e rispettabile, al di sopra di ogni sospetto per la gente del paese che prima la esaltava e poi la segna a dito?

Con atmosfere leggere e sonorità un po’ retrò, l’album dei Bébé Donge ripercorre in dieci tracce i momenti salienti di un romanzo minore di Georges Simenon. Questo collettivo di artisti ha trasformato La verità su Bébé Donge in Le verità di Bébé Donge. Là era di François Donge il punto di vista: dopo il tentato avvelenamento da arsenico, l’uomo si domandava quale movente avesse avuto la moglie per volerlo uccidere. Qui invece Eugénie Donge, soprannominata Bébé, parla attraverso la voce anni ‘50 di Fiammetta Jahier (che abbiamo intervistato QUI). È il modo, Bellissimo, dei Bébé Donge per penetrare la complessa psiche di questo personaggio femminile che sembra incomprensibile ai più normali, sempre che si sappia poi cosa si intende per normalità. Un, due, tre, quattro gocce nel caffè… Con una potente chitarra, dai toni tutt’altro che noir, è Arsenico ad aprire il disco.

Come stai esprime l’unica verità di Bébé Donge, quella che solo dopo dieci anni di matrimonio François Donge è riuscito ad afferrare. Bébé è una giovane donna rimasta troppo sola – si veda Sono sola – , incastrata tra le incombenze domestiche e l’indifferenza in cui langue la sua vita coniugale. Priva delle attenzioni del marito, priva di un lavoro e di un proprio stipendio Bébé potrebbe incarnare lo stereotipo della donna italiana negli anni ’50. Il matrimonio, ad esempio, illustra, per contrasto, i piccoli progressi che il gentil sesso ha compiuto fino ad oggi… Resta il fatto che Bébé è una donna che ha amato troppo e, purtroppo, donne simili sono senza tempo.

Bébé Donge ha una figura esile e un incarnato pallido da donna eterea, non ha ricevuto un’educazione sessuale ed è totalmente priva di una sua naturale sensualità. È una falsa cinica e finge di non essere gelosa dei continui tradimenti del marito. In L’altra donna gli accordi malinconici esprimono tutto il dolore, il rancore e la gelosia che Bébé invece covava da anni e occultava dietro a una comprensione forzata, camuffata da amichevole complicità. Forse il grido di io sto male da morire è quello che sarebbe voluto uscire ogni volta che Bébé attendeva che il marito rincasasse la notte, quando affondava la testa nel cuscino fingendo di dormire da ore, per poi annusare il tradimento sulla pelle e tra i capelli di François.

Così il vuoto cresce durante gli anni di matrimonio e Bébé tenta di nasconderlo sotto strati di cipria, di mascherarlo con sorrisi convenzionali, modi affabili e vestiti pregiati… Finché non tenta il gesto dell’estrema disperazione quando, in una domenica come tante, Bébé versa una dose di arsenico nella tazza del marito.

Similmente ai trucchi di Bébé, le note spensierate dell’album indorano spesso col rock and roll i pensieri cupi di una mente femminile troppo delicata… Ma quello che bisogna ancora dire di questo concept album è che più della musica in sé, è il progetto complessivo l’elemento più interessante. Un risultato multidimensionale emerge infatti dalla collaborazione di Fiammetta (voce), Emiliano Bonafede (chitarre), Federico “JolkiPalki” Camici (pianoforti, organi e synth), Tommaso Calamita (bassi) e Giuseppe Coglitore (batteria e ritmi) con i fumetti di Valentina Griner e i video di Gianfilippo Guadagno con la regia di Simone Iovino. Sarà che il progetto ha avuto il beneplacito di Simenon junior e dunque la benedizione simbolica di Simenon senior, ma la loro interpretazione del personaggio, ha scagionato Bébé Donge da eventuali colpe residue nel romanzo.

Bébé è una donna che non vede possibilità che non siano radicali e nel mondo di incomunicabilità in cui è stata costretta risulta alla fine quasi un’eroina tragica! L’ultimo atto, Il processo, la vede condannata ai lavori forzati in carcere, con l’accusa di tentato omicidio, con premeditazione. Lei è impassibile, stoica, non intende difendersi, anzi si costituisce alla giustizia. Questa è finalmente la sua dichiarazione di libertà e indipendenza, è l’unica soluzione per avere un’altra vita e un’altra sé. Sembra quasi di vederla, Bébé, nel suo vestito verde di mussolina trasparente mentre volta le spalle a tutti e si avvia verso la libertà! Libertà… Sempre a modo suo, s’intende.

LE VERITÀ DI BÉBÉ DONGE – BÉBÉ DONGE

(Goodfellas, 2015)

1. Arsenico
2. Come stai
3. Sono sola
4. Come una rosa
5. Piccole cose
6. Il processo
7. Il matrimonio
8. Bellissimo
9. D’improvviso
10.L’altra donna

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