RECENSIONE: WILCO – Schmilco

Recensione di Elia Capitani

Figlio delle stesse sessioni in studio di “Star Wars” uscito la scorsa estate, “Schmilco” è il decimo album dei Wilco, band statunitense all’attivo ormai dal 94.
Il tour 2016 ha confermato il loro ritorno alle radici, ribaltando i giudizi del pubblico che li aveva inoffensivamente accusati di essersi un po’ imboniti.

L’album si apre con “Normal American Kids” dove si fa eco alle origini della band, il brano trasporta immediatamente l’ascoltatore a Chicago, medesime le impressioni per il singolo “If I Ever Was A Child”. I ritmi cadenzanti in levare costante di “Cry All Day” catturano, lasciandoti un velo di serena tristezza. Nel brano “Common Sense” spiccano i rumorismi ideati e creati da Nels Cline che ne fanno l’unico picco sperimentale dell’album. In “Locator” l’intreccio di chitarre “gently weeps” (piange dolcemente) oserebbero dire i Beatles, tutta la tessitura sonora creata da Tweedy & Co. richiama la classica struttura dei brani del quartetto di Liverpool. La vera protagonista in “Quarters” è la batteria, Glenn Kotche ne fa un capolavoro, una dolce ballata country dal retrogusto malinconico. “Shrug and Destroy” è un brano dagli arrangiamenti delicati, sonorità eteree e sognanti, ricorda un po’ i lavori del buon Elliot Smith. In chiusura l’album è pura sperimentazione acustica, esplorazione di nuovi suoni e scenari pur restando fedele ai precedenti lavori dei Wilco. E’ senza schemi ne etichette, tutto contornato da una negatività gioiosa quasi a farne da ritratto della società moderna. Nella musica come nella moda c’è chi veste e chi invece reinventa le regole d uno stile, perché i Wilco somigliano ai Wilco pur dimostrando un’innata propensione al cambiamento, cucendosi addosso quella che è l‘“Americana” ed avvicinandola ad un pubblico di fedelissimi sempre più vasto.

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Bisogna sedersi comodi ed ascoltare l’album in cuffia per apprezzare davvero il lavoro della band statunitense, sempre ineccepibile e di standard qualitativi eccelsi. L’eleganza e la cura di ogni minimo particolare contribuisce a confermarli come una delle band di maggior successo nella scema mondiale.
A questo ultimo lavoro però manca un po’ di slancio, quel guizzo tipico delle sonorità dei Wilco manca, riprendendo il tema della copertina curata da Joan Cornellà, la scintilla d’elettricità quella che senti infilando le dita ad una presa elettrica (non provateci a casa).

In definitiva acquistate l’album, ascoltatelo e alla fine fatelo vostro come il vestito buono della domenica.

WILCO – Schmilco
(Dbpm Records, 2016)

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    1. Normal American Kids – 2:47
    2. If I Ever Was a Child – 2:55
    3. Cry All Day – 4:16
    4. Common Sense – 3:24
    5. Nope – 3:02
    6. Someone to Lose – 3:20
    7. Happiness – 3:00
    8. Quarters – 2:50
    9. Locator – 2:18
    10. Shrug and Destroy – 2:52
    11. We Aren’t the World (Safety Girl) – 2:53
    12. Just Say Goodbye – 2:45

Wilco sul web:
Sito ufficiale
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