LE INTERVISTE DI JUST KIDS SOCIETY: NEVICA NOISE

di Gianluca Clerici

Nevica Noise. Pioggia di rumore elettrico. Piove fuliggine e c’è nebbia di zeri e di uno. E poi ci sono comunque cose di pelle e di pietra, e poi ci sono comunque cose che vediamo davvero ogni giorno. Producer e autore, compositore, sperimentatore. Il nuovo progetto di Gianluca Lo Presti è Nevica Noise: questo “Sputnik” ragazzi è peggio di una dose massiccia di LSD da consumare in salotti underground tra momenti di sballo e di introspezione psichedelica. Il tutto lasciando che siano ben cucite le trame e le melodie…per quanto tutto improvvisato, si sente che c’è mestiere. E dunque vediamo che pensa delle consuete domande di Just Kids Society:

Fare musica per lavoro o per se stessi. Tutti puntiamo il dito alla seconda ma poi tutti vorremmo che diventasse anche la prima. Secondo te qual è il confine che divide le due facce di questa medaglia?
Per quanto mi riguarda faccio musica per lavoro con i progetti degli altri. La mia musica è un’esigenza di espressione personale che viene da molto in profondità per cui non mi sono mai preoccupato se gli album che pubblicavo avessero potuto o meno procurarmi dei soldi tali da viverci anzi non è mai accaduto.
Nella metà degli anni 80 quando ho iniziato a suonare,fare dischi era costosissimo non come oggi.Per cui mi sono comprato un registratore a cassette e ho iniziato a fare da solo per necessità.Man mano che passava il tempo vedevo che la cosa fortunatamente mi riusciva e mi appassionava anche,per cui ho pensato che come lo facevo per me potevo farlo anche per gli altri e cosi è stato.
Se però la mia musica quella che scrivo per me diventasse un mestiere penso che perderei lo stimolo alla lunga quindi mi va bene fare il professionista coi dischi degli altri ma con i miei voglio riservarmi il piacere di essere artista e basta. Difatti finisce sempre che per mangiare trascuro i miei progetti e pubblico un disco ogni 3-4 anni ah ah…

Crisi del disco e crisi culturale. A chi daresti la colpa? Al pubblico, al mercato, alle radio o ai magazine?
Guarda la crisi di oggi è una crisi globale di valori che non abbiamo più dentro di noi.
Il discorso è ampio in realtà ma diciamo che se continuiamo a vivere in una società costruita per soddisfare gli interessi di poche persone, la maggioranza sarà sempre tenuta volutamente in una condizione di “sonno inconsapevole” perché questo è l’unico modo per tenerci a bada….quindi i media sono degli strumenti a servizio di questa ideologia che ci tiene prigionieri senza sbarre.
In poche parole sdoganarci una cultura o intrattenimento di basso livello è conveniente per questi pochi. Personalmente credo che il pubblico sia meno stupido di come ce lo fanno apparire in tv e chi va a certi concerti cerca sicuramente della qualità. Che poi i dischi non si vendano più perché sono subentrate nuove tecnologie e modalità di diffusione è un dato di fatto ma penso che siccome la musica serve anche per risvegliare le coscienze la gente ne avrà sempre bisogno per fortuna!

Secondo te l’informazione insegue il pubblico oppure è l’informazione che cerca in qualche modo di educare il suo pubblico?
L’informazione cerca sempre di educare il pubblico a seguire quello che conviene ai pochi che ci comandano come dicevamo nella domanda precedente.Il consumismo sfrenato ne e’ un esempio.Per fortuna il pubblico ha il libero arbitrio per cui se è abbastanza sveglio,puo’ scegliere che tipo di informazione seguire.Per farti un esempio io non guardo la tv da almeno 10 anni.

La musica di Gianluca Lo Presti è, in ogni suo progetto, sinonimo di sperimentazione e libera espressione. In qualche modo si arrende al mercato glitterato del pop industriale oppure cerca altrove un senso? E dove?
Direi assolutamente che cerca altrove un senso,penso che per quello che faccio il mercato del pop mi prenderebbe a calci ma di questo pensiero ne sono assolutamente fiero cosi come delle belle parole che hai espresso nell’incipit di questa domanda. Grazie confermo tutto!

In poche parole…di getto anzi…la prima cosa che ti viene in mente: la vera grande difficoltà di questo mestiere?
Credere tu per primo in quello che fai e sopravvivere all’indifferenza degli altri. Bisogna avere molta pazienza e determinazione.

E se avessi modo di risolvere questo problema, pensi che basti?
Se come ti dicevo scrivi per una esigenza interiore basta eccome perché non cerchi l’approvazione altrui ma lo fai per te stesso.
La musica è un percorso talmente soggettivo che se non sei convinto tu in primis di quello che fai sarà difficile che lo sia il prossimo anche a costo di essere preso per pazzo.
A me è andata cosi mi sento fortunato ho sempre seguito la mia strada senza farmi sviare facilmente da critiche o non apprezzamenti.
Questo non significa che sia stato facile siamo esseri umani attimi di sconforto fanno parte del percorso. Pasolini diceva che l’accettazione degli altri e’ uno dei regali più belli che la vita ci possa fare.

Finito il concerto di Nevica Noise: secondo te il fonico, per salutare il pubblico, che musica di sottofondo dovrebbe mandare?
Mi piace un sacco questa chiusura di intervista: In questo momento direi Theo Teardo e Blixa Bargeld sarebbero perfetti!

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