RECENSIONE: VanDatty – Ninnananne (2017, Tsunami Station/Goodfellas)

Recensione di Gianluca Clerici

Esce oggi questo Ninnananne e noi siamo sempre sul pezzo soprattutto quando si tratta di nuovi suoni e nuove facce.

Bellissimo questo noir altamente ispirato che è “Ninnananne”, ultimo capitolo di una trilogia intitolata “Trilogia della notte”, intima e personale, sottovoce e gridata, a firma del cantautore ti Tivoli, il barone VonDatty. Sono 12 inediti di grande introspezione, di parole misurate, di melodie che si intersecano e di suoni spesso acerbi, maleducati, lasciati liberi di essere. Maturazione e attesa, un disco di sospensione come la bellissima “Della carne”, un disco acido come nel bassofondo metropolitano di “Wonderland” con questa voce che un poco rimanda a Tom Waits e un poco se ne frega di far bella la parte, un disco che si interroga e che ci lascia penzolare dal soffitto come in “La parte mancante” che ha questo charleston che somiglia ad una bomba ad orologeria che forse sta per scadere il tempo e non c’è altra via di uscita. VonDatty si tiene nascosto nel buio per quanto in “Grigio perla” sembra quasi voglia imitare Vasco Brondi o comunque quel saccente piglio indie che tanto va di moda…ma non è un disco di moda ne un disco indie ne una delle solite cose ascoltate. Sinceramente non ci è facile rimandare a qualcosa di conosciuto. In “Profumo” duetta con Sarah Moon in un dipinto ferroso alla Mark Lanegan e in “Non credere ai fiori” diventa leggero di plastica e di andamenti pop che un poco mi rimanda alle hit degli Zero Assoluto (senza offesa s’intenda) e poi la ciclica “Ad ogni piccola morte” che quasi quasi riesuma le belle ispirazioni vocali di Enrico Ruggeri. Ma in questo “Ninnananne” c’è davvero un mondo troppo grande e ricco di citazioni, impossibili da archiviare con qualche rimando industriale e qualche nome conosciuto al grande pubblico per via delle dottrine del main stream. VonDatty ha restituito alla sua ispirazione un bel sound che sinceramente cattura ad ogni ascolto. Ecco altre belle frontiere di questa nuova musica italiana che dalla provincia esce prepotente e senza troppa voglia di somigliare a qualcuno. Mi piace il mix della voce, che scura e roca di suo si staglia molto oltre quel confine già esteso di suo a determinare lo stile inconfondibile della nostra canzone d’autore. A breve un bel video…e ne parleremo ancora…

VanDatty – Ninnananne (2017, Tsunami Station/Goodfellas)

1. Prima ninna nanna sulla terra
2. Grigio perla
3. Profumo feat. Sarah Moon
4. Dalla carne
5. Non credere ai fiori
6. Wonderland
7. La parte mancante
8. Ad ogni piccola morte
9. Il peso delle labbra
10. La pietà feat. Daniele Coccia
11. Prima ninna nanna sotto terra

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