RECENSIONE: Sick Tamburo – Un Giorno Nuovo (2017, La Tempesta Dischi)

Recensione di Gustavo Tagliaferri

Una volta raggiunto l’equilibrio risulta necessario mantenersi su quei livelli, se non proseguire sempre più, scelta peraltro lontana dal risultare sfavorevole quando ci si ritrova nei panni dei Sick Tamburo e si ruota attorno alla natìa Pordenone, e non è causale che neanche tre anni fa l’uscita di “Senza Vergogna” abbia funto proprio da segnale affinchè si stabilizzasse a livello qualitativo la formazione di Mr. Man e Boom Girl, ovvero i già Prozac+ Gian Maria Accusani ed Elisabetta Imelio, reduci da un excursus da considerare, per certi versi, formativo, tanto di album in album quanto di brano in brano, senza parlare dell’entrata in scena di componenti addizionali. Fa assai piacere a tal proposito assistere ad un simile ritorno con un disco come “Un Giorno Nuovo”, loro quarta fatica in studio, fortunatamente non una mera summa di quanto operato in precedenza, ma un’occasione per ritrovarsi davanti ad un paio di totali di carte in tavola: pur rimanendo nell’aria alcuni felici rimasugli del passato lavoro, in particolar modo in Oltre la collina, ove si prosegue il discorso già aperto dalla trascinante Il fiore per te, e la marzialità che fa sua la breve Perdo conoscenza, la controparte maggiormente allegra e spensierata di Qualche volta anch’io sorrido, è già la titletrack, ballata puramente pop trasudante una certa solarità, caratteristica per loro assai atipica, a sorprendere in positivo e ad aprire le danze, le stesse che verranno chiuse dall’indole speranzosa e beffarda di La fine della chemio, che paradossalmente funge da filo conduttore al resto del lotto. Difatti, nel mezzo, a metterci il loro sono l’ispirazione anglosassone di Con prepotenza, mossa da un mood incalzante, l’intensa e trascinante Ad altro siamo pronti, maggiormente situata sugli standard della band, ed in particolar modo Sei il mio demone, un rock il cui contrasto risulta ià evidente da un refrain è predominato da tinte quasi oniriche, sospese tra archi synth-etici, dall’effetto mellotron, le sempre più risonanti ed influenti pulsazioni del mantra Meno male che ci sei tu, ove a fare da perno è Francesco Motta, la cui voce fa capolino amalgamandosi con quella di Mr. Man, e l’exploit individualista di Dedicato a me, che al contrario di quanto sopra risulta una felicissima occasione per vedere restituito interamente il microfono a Boom Girl dai tempi di “A.I.U.T.O.”, sede live a parte. Alla luce di tutto ciò, nei loro pregi e nei loro difetti, i Sick Tamburo sanno ancora cosa significhi fare il proprio dovere e soprattutto volere, con una penna ed un linguaggio sempre più introversi, ed “Un Giorno Nuovo” si fa decisamente ascoltare con molto piacere. E non solo.

Copertina Un giorno nuovowebSick Tamburo – Un Giorno Nuovo
(2017, La Tempesta Dischi)

1. Un giorno nuovo
2. Sei il mio demone
3. Oltre la collina
4. Perdo conoscenza
5. Con prepotenza
6. Dedicato a me
7. Meno male che ci sei tu
8. Ad altro siamo pronti
9. La fine della chemio

 

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