RECENSIONE: Atome Primitif – Quipu E.P. (2016, For Art’s Sake Production)

Recensione di Gustavo Tagliaferri

A piccoli passi si ricomincia, sempre, e se non sempre in buonissima parte dei casi, pur con un cuore sfaldatosi in molteplici parti del globo terracqueo.

Voltando un momento lo sguardo al passato, “Three Years Three Days” a suo modo aveva stupito non poco in quanto pubblicazione dall’evidente sapore estero, ma estero in quanto respirato, vissuto, tutt’altro che di facciata. Gli Atome Primitif, quando si tratta di viaggiare non solo fermandosi ad una componente psichica, non vengono meno ai loro intenti, ed alla luce di ciò tornare all’opera così, quasi improvvisamente, fa un certo effetto agli occhi ed alle orecchie di chi ha atteso con trepidazione buone nuove. Sì, “Quipu” è un E.P. di sole quattro tracce, ma brilla di una luce che gradualmente diviene sempre più abbagliante e lascia ulteriori semi destinati a divenire felicissimi germogli, lungo una linea d’onda che trascende, forse, dalla sola musica: in primis l’ascolto di Birds Above The Forest Call, dietro l’uso degli strumenti a corda, mandolini da una parte, violini dall’altra, cela, soprattutto nel cantato di Azzurra Giorgi, un ibrido di ispirazione teatrale, una sinergia che sembra guardare anche dalle parti della Louisville meno grezza e rumorosa (chi ha detto Rachel’s?), per quanto sottesa occasionalmente da avviluppanti pulsazioni synth-etiche, poi Cassiopea, come da titolo, rappresenta la composizione la cui ossatura folk sembra si adagi su una linea eterea, introspettiva, interstellare al punto di impazzire ed improvvisamente farsi sfuggire una durezza di fondo che a sua volta risulta soffocata dall’incedere degli stessi archi, mentre in tutto ciò la titletrack, permeata di freddo, ma anche di tepore, tipicamente islandese, segue ritmiche elettroniche vellutate e rilassate, sulla cui base si poggia una chiosa maggiormente tirata, in un contrasto tra riverberi di memoria post-rock ed archi tessuti con meticolosità, nel momento in cui tale modus operandi finisce per trovare successivamente conferma ed evoluzione in chiave rock nel corso di Hush, ove l’implosione si fa pienamente realtà. “Quipu” è questo, nudo e crudo: pochi minuti, ma al contempo molte emozioni ed un buonissimo segnale per una realtà rilevantissima tra le tante venute alla luce negli ultimi dieci anni. Bentornati, Atome Primitif.

Cover QuipuAtome Primitif – Quipu E.P.
(2016, For Art’s Sake Production)

1. Quipu
2. Birds Above The Forest Call
3. Cassiopea
4. Hush

 

 

 

 

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