RECENSIONE: Il pan del diavolo – Supereroi (La Tempesta Dischi, 2017)

Recensione di Gustavo Tagliaferri

Il Pan Del Diavolo-webSe si volesse trovare un’ideale sintesi della propria carriera, la si potrebbe semplicemente identificare in una vita trascorsa vestendo i panni degli animali da palcoscenico? Oppure in qualcosa di più, magari un’avventura le cui tappe simboleggiano sempre qualcosa di differente, ma mai insoddisfacente e fuori contesto? Se i diretti interessati sono i ragazzi che costituiscono il nucleo de Il Pan Del Diavolo, a giudicare dalla situazione di oggigiorno, il secondo concetto risulta assai consono. Ne è passata di acqua sotto i ponti dalla pubblicazione dell’E.P. omonimo e soprattutto dalle ottime impressioni provate grazie ad un full length come Sono all’osso, avente come fulcro portante una riscoperta del concetto di rock’n’roll visto in un’ottica folk, unito ad un’attitudine punk, un arco di tempo nel quale tanti cambiamenti si sono verificati e mai in maniera negativa. Se Piombo, Polvere e Carbone era, a livello di arrangiamento e composizione, il loro lavoro maggiormente diretto, Folkrockaboom optava verso una componente intima e personale, Supereroi probabilmente è il disco che avvicina Pietro Alessandro Alosi e Gianluca Bartolo ad un approccio alla forma canzone intesa come pop precedentemente non ancora sfiorato, se non perlomeno interamente, un approccio tutt’altro che sfavorito dalla presenza addizionale, tra i produttori, di quel Piero Pelù incuriositosi non poco in merito alle potenzialità del progetto, il cui contributo non passa affatto inosservato.

Fa un po’ strano a tal proposito immaginarsi una simile sinergia, ma di delusioni non ce ne sono e per quanto le nuove sonorità sperimentate risultino particolarmente evidenti tanto nella titletrack quanto soprattutto in un’accessibilità quasi radiofonica che è tipica di Aquila solitaria lo spirito dei ragazzi non viene dissipato, ma resta vivo e vegeto, mosso da sempre da quella curiosità di cui i precedenti lavori si erano fatti portatori: di immediato e rilevante impatto sono la prettamente rock La finale, il singolo Tornare da te, il cui sapore di vecchio West sembra fungere da rimasuglio dell’introspettiva esperienza di Folkrockaboo”, i riff surfeggianti aventi voce in capitolo nella forsennata Sempre in fuga, ma anche la sanguigna sintonia tra blues e beffardi ritmi più latini che brasiliani che pervade Strisce, mentre ad uscire fuori dagli schemi sono le dinamiche rurali su cui si muove allegramente Messico, una certa intensità che contraddistingue, tra tinte d’autore ed un excursus fatto di sentimenti contrastanti e dolci arpeggi acustici, la pacata eppur rabbiosa L’amore che porti e l’impennata electro-folk (!) di Qui e adesso, inaspettata eppur funzionante, tanto da guadagnare una probabile ed adeguata ripresa, situata nell’apposita e graditissima ghost track del lotto.

Analogamente funzionanti sono i rimanenti apporti da parte dei colleghi di casa La Tempesta, situati in un nervoso country come quello di Mondo al contrario, condiviso con i Tre Allegri Ragazzi Morti ed in antitesi con la Messico di cui sopra, e nella psichedelia che prepotentemente incombe in Gravità zero, ben rappresentata dal theremin di Vincenzo Vasi ed un Umberto Maria Giardini che, come un fantasma, irrompe di refrain in refrain incutendo timore e desiderio al contempo. Quel che ne rimane, nel complesso, è una svolta che non è affatto controproducente, che se dovesse aiutare ulteriormente a raggiungere una fetta maggiore di pubblico, magari ben educato a non considerare la musica come un optional, ne trarrebbe certamente vantaggio.

Ma soprattutto un disco che, già dalla sua copertina, mostra dei ragazzi veri e sinceri, trainati dalla voglia di fare e di essere. Supereroi? Sì o no ancora non si sa, certamente Il Pan Del Diavolo. Un progetto unico in quanto tale.

CREDITS

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Il Pan Del Diavolo – Supereroi
(La Tempesta Dischi, 2017)
1. Sempre in fuga
2. Supereroi
3. Tornare da te
4. Strisce
5. Aquila solitaria
6. L’amore che porti
7. La finale
8. Mondo al contrario (feat. Tre Allegri Ragazzi Morti)
9. Messico
10. Qui e adesso
11. Gravità zero (feat. Umberto Maria Giardini, Vincenzo Vasi)

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