LE INTERVISTE DI JUST KIDS SOCIETY: CHIARA GIACOBBE

Intervista di Gianluca Clerici

Quella di Chiara Giacobbe è una carriera lunga di collaborazioni e di sfumature che sono inimmaginabili se pensiamo incastrate tra le sole corde di un violino. Non ultima la line-up ufficile degli Yo Yo Mundi ma, andando oltre, troviamo molto molto altro. Oggi il primo disco suo personale, di inediti, dal titolo “Lionheart”. C’è l’Irlanda e la Scozia, ci sono le Americhe tutte e alla fine ci trovi anche la voglia di inventare nuove cose. E non solo per mano del violino. Le consuete domande a Chiara Giacobbe da parte di Just Kids Society:

Fare musica per lavoro o per se stessi. Tutti puntiamo il dito alle seconda ma poi tutti vorremmo che diventasse anche la prima. Secondo te qual è il confine che divide le due facce di questa medaglia?
Tecnicamente si fa qualcosa per lavoro quando si viene pagati per farlo, e quando questa diventa la nostra principale occupazione; solo che nella realtà le cose sono un po’ più complicate. Nel nostro paese è assai difficile, di questi tempi, far sì che la musica diventi il principale lavoro. Io penso – e questo pensiero lo rivolgo ai giovani, soprattutto, – che quando si vuol fare musica si debba credere davvero in quello che si crea e accettare che ci saranno molti sacrifici da compiere; bisogna fare le cose per bene e con molta serietà senza credere erroneamente che il compromesso ci farà diventare più famosi o più ricchi. Io credo fermamente che la cosa fondamentale sia l’onestà intellettuale, la pulizia dell’intenzione e l’amore per l’arte…tutto il resto può arrivare, con un po’ di metodo e pazienza.

Crisi del disco e crisi culturale. A chi daresti la colpa? Al pubblico, al mercato, alle radio o ai magazine?
Beh, sicuramente i dischi non costano poco (e sono anche tassati parecchio), ma, forse, se si dessero un po’ più di stimoli culturali ai giovani, agli studenti a quelli che domani saranno i lavoratori (anche del mercato discografico) forse le cose cambierebbero. Io amo la radio, la ascolto, e prediligo quelle radio che hanno una playlist “variabile”… solo che se uno accende la radio in auto rischia di ascoltare la stessa playlist ripetuta tutto il giorno su tante, troppe frequenze; difficile formare gusti musicali se si hanno così pochi stimoli.

CHIARA_GIACOBBE-LIONHEART-COVER-WEB

Secondo te l’informazione insegue il pubblico oppure è l’informazione che cerca in qualche modo di educare il suo pubblico?
Io credo che dovrebbe essere il pubblico a cercare l’informazione che desidera, anche se non ci è dato di conoscere la verità su “tutto” (e non voglio cadere in qualche astrusa teoria del complottoJ) i mezzi moderni ci permettono di ficcare il naso un po’ ovunque. Basta volerlo.

La musica di Chiara Giacobbe guarda oltre i confini del nostro territorio e accarezza in qualche modo un passato di tradizioni importanti. In qualche modo, sempre, si arrende al mercato oppure cerca altrove un senso? E dove?
Credo di essere una outsider patologica; non sono in grado di stare dentro a confini, culturali o di mercato. Ho molto rispetto per la tradizione e amore per tutto quel meraviglioso mondo in cui il violino elegante e classico sposa, in un matrimonio di profondo amore, la tradizione popolare. Ma amo anche il rock europeo, amo il gipsy jazz… insomma, mi piace che si possa dire solo e null’altro che crossover quando si ascolta qualcosa di mio, mi piace mescolare, e se questo mio frullato troverà la sua parte di mercato mi andrà bene.

In poche parole…di getto anzi…la prima cosa che ti viene in mente: la vera grande difficoltà di questo mestiere?
Emergere dalla massa è molto difficoltoso se non si possiedono buone somme di denaro per investimenti.

E se avessi modo di risolvere questo problema, pensi che basti?
Beh, un po’ di denaro aiuta, poi bisogna sempre impegnarsi molto e avere un atteggiamento combattivo e positivo…ma, sinceramente, chi può dire cosa sarebbe necessario e sufficiente…?

Finito il concerto di Chiara Giacobbe: secondo te il fonico, per salutare il pubblico, che musica di sottofondo dovrebbe mandare?
Una bella canzone di Patti Smith, oppure qualcosa di David Byrne, ma anche “Attaboy”, dalla Goat Rodeo Session (Yo-Yo Ma, Stuart Duncan etc.)

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