RECENSIONE: Galeffi – Scudetto (Maciste Dischi/2017)

Recensione di Emanuele Gaetano

Maciste Dischi conferma di non sbagliare un colpo. Il 24 novembre esce il primo album di Galeffi, all’anagrafe Marco Cantagalli.
Anticipato da due singoli, Occhiaie e Polistirolo,in cui si nota la “mano elettronica” di Federico Nardelli (Gazzelle), Scudetto è dichiaratamente e sfacciatamente pop. E funziona.
32 minuti sono una durata congrua per un prodotto che, senza pretese, mostra comunque una certa qualità nella lavorazione. Sebbene si avvicini negli arrangiamenti alla musica degli anni 60, le tematiche sono strettamente attuali. I brani oscillano fra situazioni surreali ad esempio Potter/Pedalò, traccia squisitamente acustica, e la realtà quotidiana cantata in Tazza di te o Pensione. Il riferimento ad artisti come Cesare Cremonini ed alla scena britpop è ben evidente nei tre pezzi Camilla, Puzzle, Burattini, tramite testi che, sebbene sembrino semplicistici e banali, si adattano molto bene allo stile ed alle tematiche dell’album. I riferimenti al cinema, all’arte, alla letteratura sono sparsi con dovizia in tutto l’album e lo impreziosiscono.
L’intermezzo aperto e chiuso dal fischietto di un arbitro ed intervallato da cori da stadio è un piacevole stacco dalle parole.
L’ultima traccia, Tottigol, è quasi una title track, un omaggio di Galeffi ad altre sue grandi passioni, la Roma ed il suo Capitano.
“Spesso mi fai sentir Tottigol” come dichiarazione d’amore.

Scudetto è un album che vuole essere pop e ci riesce alla grande.
Un ascolto piacevole e fresco da canticchiare in fila alle poste, in macchina, in metro o in autobus: in quelle attese in cui vogliamo riconciliarci col mondo.


Galeffi – ScudettoSCUDETTO – GALEFFI (MACISTE DISCHI/2017)

1. Occhiaie
2. Polistirolo
3. Tazza di te
4. Potter-Pedalò
5. Quasi
6. Camilla
7. Puzzle
8. Pensione
9. Burattini
10. Tottigol

 

 

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