LE INTERVISTE DI JUST KIDS SOCIETY: JOSEDA

Intervista di Gianluca Clerici

Secondo singolo per il siciliano JOSEDA che con questo “Crazy Wise”, uscito lo scorso mese di Giugno, cerca il mood quasi glamour di un certo modo di pensare alla dance internazionale… ma anche un downtempo appena percepibile forse più dall’umore che si ritrova dentro le luci a neon di questo lyric video per niente scontato. Tra zone d’ombra questo brano diviene inno al buon pensiero, ai colori della vita, alle radici genuine di una certa filosofia libera e semplice. Naturalmente al producer siciliano non potevamo esimerci dal rivolgergli le consuete domande di Just Kids Society.

Parliamo di musica o di gossip? Oggi il mondo sembra più attento agli effetti di scena, da dare in pasto al giornalismo e alle tv più che ai contenuti degli artisti. Ecco la domanda: perché qualcosa arrivi al pubblico di questo presente meglio badare quindi alla scena o restare fedele ai contenuti?
Oggi è consuetudine generare hype prima di un progetto o di una canzone. è una formula sicura per mantenere l’attenzione del pubblico, i contenuti ultimamente fanno solo da contorno

Guardiamo sempre al passato, alle radici, ai grandi classici per citare insegnamenti e condizionare le mode del futuro. Perché? Il presente non ha le carte per segnare una nuova via?
Siamo troppo attaccati al passato, non riusciamo a guardare oltre, forse perchè ci sentiamo piu sicuri a riproporre cose vecchie che guardare oltre e azzardare.

Che poi di fronte alle tante trasgressioni che ci vengono vendute dalle televisioni, quante sono davvero innovative e quante sono figlie sconosciute e mascherate di quei classici anche “meno famosi” di cui parlavamo poco fa?
Molto spesso vengono proposte delle tendenze che sembrano all apparenza innovative ma in fin dei conti riprendono sempre le solite cose. I format sono sempre quelli: amici, x factor, the voice.. C’è un messaggio sbagliato di fondo, ovvero che l’apparire o crearsi il “personaggio” conta piu della musica. E credo sia questo il vero problema.

Scendiamo nello specifico di questo brano, vita vissuta ma anche una certa dichiarazione di intenti. E la produzione non si lascia a tinte ispirate da ben altro mondo rispetto a quello italiano. C’è tanto dietro ogni cosa ma il tempo e le dinamiche sono impetuose. Dunque cerca di convincere il pubblico di oggi che sta continuamente con i telefonini in mano a cercare di identificarsi dentro suoni digitali di format discografici ciclicamente copiati e riproposti?
Penso che la musica é uno sfogo che fa distaccare chiunque dal proprio telefono. Metto tutto me stesso per riproporre i suoni dandogli nuova identità per non sfociare nel banale e nel ripetitivo. Cerco di convincere con il mio sound.

Parliamo di cultura e di informazione. Siamo dentro un circo mediatico dalla forza assurda capace di fagocitare le piccole realtà, anzi direi tutte le realtà particolari di cui parlava Pasolini. La musica indipendente quindi che peso continua ad avere? Oppure viene lasciata libera di parlare tanto non troverà mai terreno fertile di attenzioni?
L’indipendenza artistica credo sia la cosa piu importante per un musicista. Purtroppo molto spesso la musica indipendente deve scendere a compromessi con le famigerate major. è una lotta continua.

Più in generale, la musica può tornare ad avere un peso sociale per la gente quotidiana?
Un genere musicale che oggi possa avere un peso sociale per la massa? penso proprio di no. La musica che ci viene proposta in tv,radio ecc. è monotematica e priva di contenuto. Invece se parliamo di artisti che danno un peso sociale alla propria musica ci sono, e (spero) ci saranno sempre.

E restando sul tema delle trasformazioni: vinile, CD o canali digitali? Oggi in fondo anche la musica è gratis, basta un click… è segno del futuro o è il vero cuore della crisi? Che poi tutti condannano la gratuità però tutti vogliono finirci su Spotify…
I cd sono morti, ho visto invece che i vinili si stanno riprendendo nell ultimo periodo. Dipende, sono punti di vista. Per me è semplicemente la normale evoluzione dell’industria musicale

A chiudere, da sempre chiediamo ai nostri ospiti: finito il concerto di JOSEDA, il fonico cosa dovrebbe mandare per salutare il pubblico?
Daft Punk – “Around the world”.

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