LE INTERVISTE DI JUST KIDS SOCIETY: FRASSI

Intervista di Gianluca Cleri

Decisamente un nuovo singolo in linea, in grandissima coerenza, un altro centro per il progetto d’autore di Gianluca Frassinelli in arte FRASSI e dei suoi Boomers. Questa volta la feat. di Francesca Bonacina dipinge un singolo come “Mi manchi sempre”, un bel video di animazione, e un’aria estiva di romanticismo e immersione nostalgica. Il pop canonico che sposa ampiamente le linee main stream di qualche anno fa… e noi come sempre indaghiamo con le nostre consuete domande di Just Kids Society:

Iniziamo sempre questa rubrica pensando al futuro. Futuro ben oltre le letterature di Orwell e dei film di fantascienza. Che tipo di futuro si vede oltre l’orizzonte? Il suono tornerà ad essere analogico o digitale?
“1984” è uno dei miei libri preferiti. Vi basterebbe ascoltare la mia Commodore64 per capire il mio pensiero in merito. Un concerto, la musica in sala prove a volume alto faranno sempre vibrare i nostri corpi. Personalmente, nonostante sappia importanza dei social e delle piattaforme streaming, preferisco sempre il rapporto diretto con le persone.

I dischi ormai hanno smesso di avere anche una forma fisica. Paradossalmente torna il vinile. Ormai anche il disco in quanto tale stenta ad esistere in luogo dei santi Ep o addirittura soltanto di singoli. Anche in questo c’è un ritorno al passato. Restiamo ancora dentro al futuro: che forma avrà la musica o meglio: che forma sarebbe giusta per la musica del futuro?
Purtroppo non c’è la capacità di ascolto. Tutti sappiamo che Spotify, Youtube, FB, conteggiano un brano se supera i 30 secondi di ascolto. Scoprire che la media di ascolto anche di pezzi famosi non supera il minuto fa comprendere quanto l’utente sia diventato schizzofrenico. Bene il digitale, ma la forma giusta sarebbe quella che non puoi skippare e te la ascolti tutta ;P
Te la immagini “Bohemian Rapsody” ascoltata solo 1 minuto?

La pandemia ha trasposto il live dentro incontri digitali. Il suono è divenuto digitale anche in questo senso… ormai si suona anche per interposto cellulare. Si tornerà al contatto fisico o ci stiamo abituando alle nuove normalità?
Siamo animali, ci adattiamo, ma vedo sempre più spesso nei ragazzi giovani il mood triste. Per la musica addirittura scritture di beat a distanza. Ma quando proveranno a stare in una stessa stanza allora qualcosa si muoverà. Confido molto nei giovani. Arrivano presto a farsi delle domande, non trovano risposte perché non hanno esperienza. Ma nell’evoluzione il contatto fisico è imprenscindibile. Ho la fortuna di avere una band di amici ( the Boomers) e la nostra regola è stare seduti a parlare dopo le prove un minuto in più di quanto abbiamo suonato.

Un nuovo singolo che sempre conferma quel modo leggero e spensierato di pensare alla vita. però porta con se anche quel modo “vintage” di pensare alla vita, almeno nella mia sensazione… e quindi secondo te come si inserisce dentro una scena ampiamente devota alla musica leggera digitale, immediata e quasi sempre densa di contenuti superficiali?
Sono un anticonformista per natura, ma alla fine anche questo può essere un cliché. Mi piace mischiare leggerezza, profondità dei testi, musica leggera, ma arrangiamenti con passaggi iperstudiati, una frase a sorpresa. Insomma mi piace nella profondità trovare la leggerezza. Perché come nella vita si mescolano sorrisi con melanconie, discorsi profondi ma anche banali. Serve un po’ tutto. In questo caso ho mischiato la voce e la freschezza giovanile di Francesca Bonacina con il mio stile vintage, divertendomi anche un po’ con l’autotune.

E poi tutti finiamo su Spotify. Parliamo tanto di lavoro ma alla fine vogliamo finire in un contenitore in cui la musica diviene gratuita. Non sembra un paradosso? Come lo si spiega?
Spotify regala un’apparenza di identità. Prima vedere un tuo cd in un negozio ti inorgogliva, oggi chiunque può praticamente pubblicare su Spotify. Ma tutto questo mondo social diventa un contenitore vuoto e di automasturbazione, dove non realizzi più quanto è il numero di views o like che ti possa fare felice. È drogante. Io rimango legato al fatto che una canzone è un’opera e se arriva anche solo ad una persona ha avuto il suo senso di esistere. Ogni vita vale 1.

Dunque apparenza o esistenza? Cos’è prioritario oggi? La musica come elemento di marketing pubblicitario o come espressione artistica di un individuo?
Esistenza. Nei miei video non appaio praticamente mai. Oggi conta catturare le curiosità delle gente nei primi secondi. Devi quindi per forza fare qualcosa di diverso. Oppure puoi scegliere di fare la tua strada e arrivare a chi invece non deve solo consumarti. Questa strada non porta al successo inteso come diventi un personaggio conosciuto. Arrivi ad un altro successo, sicuramente meno inebriante ma decisamente più profondo.

A chiudere, da sempre chiediamo ai nostri ospiti: finito il concerto di Frassi, il fonico cosa dovrebbe mandare per salutare il pubblico?
“Domani sarà un giorno migliore” di Cremonini, anzi dei Lunapop.

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