RECENSIONE: Gnu Quartet – Karma

Recensione di Skanderbeg

La vita frenetica ci porta, piuttosto spesso, a cercare momenti di pace e tranquillità in cui rifugiarci. Attimi fugaci da godersi appieno in compagnia, magari, di un bel disco che ti faccia emozionare e ti rilassi. Immaginate ad esempio di camminare per le strade di una città col cielo azzurro e qualche nuvola che crea delle zone d’ombra, mentre una gru alza il suo braccio meccanico e nelle vostre cuffie risuonano le note della mitica The great gig in the sky dei Pink Floyd, suonata con gli antichi strumenti solitamente associati a un’orchestra e accompagnati dalla voce di Durga McBroom-Hudson, che accompagnò la band di Waters nell’indimenticabile concerto di Venezia. E l’estasi sarà finalmente vostra!

Personalmente sono rimasto estasiato dalle sonorità e dagli arrangiamenti di The great gig in the sky e degli altri brani che compongono l’EP Karma, quinta fatica del supergruppo Gnu Quartet, veri e propri professionisti della musica da camera suonata ad arte con il violino, il violoncello, la viola e il flauto. Un gruppo nato all’ombra della PFM e cresciuto nell’orbita dei New Trolls, che ha accompagnato decine di artisti dello stivale con i suoi arrangiamenti suggestivi e seducenti.

Karma è un disco davvero ambizioso ma altrettanto entusiasmante. Ripercorre in 6 sfavillanti tappe alcune delle più grandi opere prog degli anni ’70 e lo fa in maniera delicata, rispettando il sound originale. In pochi avrebbero accettato la sfida di riprendere in chiave orchestrale Zappa, i New Trolls, gli Yes o i Genesis. I Gnu Quartet lo fanno senza peli sulla lingua. Osano, armonizzano e sperimentano raggiungendo l’apoteosi con Sterotaxis, una suite originale di 9 minuti in cui il quartetto si esprime al massimo, raggiungendo cifre stilistiche che raramente notiamo nel panorama italiano della musica strumentale, e che solo grandi band come Area, Perigeo o Le Orme hanno toccato nel nostro paese.

Karma, apprezzato e ammirato in prima persona da Steve Hackett (chitarrista dei Genesis), non sarà certamente il vostro disco dell’estate, ma piuttosto un luogo immaginario in cui rifugiarsi nei momenti solitari. Imperdibile per gli appassionati del genere!

KARMA – GNU QUARTET
(Autoproduzione, 2014)

  1. Peaches en regalia [cover Frank Zappa]
  2. Roundabout [cover Yes]
  3. The great gig in the sky [cover Pink Floyd, feat. Durga McBroom-Hudson]
  4. Stereotaxis
  5. Hairless heart [cover Genesis]
  6. Concerto grosso 1, allegro [cover New Trolls, feat. Andrea Maddalone]
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