LIVE REPORT: ILARIA GRAZIANO & FRANCESCO FORNI @OSSIGENO FESTIVAL – [RM] – 25/09/2014

Live report di Clara Todaro, foto di MDL-PHOTO

“Immaginate un saloon da film western pieno di cowboy e pistoleri, cappelli di paglia e camperos, nel mezzogiorno di fuoco tra cavalli selvaggi al galoppo… Oppure un veliero di pirati all’arrembaggio, di bucanieri alla ricerca di tesori nascosti da depredare.

Poi prendete la voce graffiante di una magnifica Ilaria Graziano, datele un ukulele, e mettetela accanto alla chitarra di un eccellente Francesco Forni dalla voce calda… Vi ritroverete ad assistere allo spettacolo di un fantastico duo che vi accompagnerà durante un viaggio tra ballate blues e folk, tra racconti di sogni e leggende di briganti”.

Così scrivevo qualche mese fa su di loro, perciò “arrendetevi e siete salvi”: sarà un report un po’ di parte.

All’interno della rassegna culturale dell’Ossigeno Festival presso il Teatro Palladium c’erano anche Ilaria Graziano e Francesco Forni che hanno rallegrato e coinvolto una platea gremita.

“Fateci un do”, “tenete il tempo a battito di mani”, “chi vuole può alzarsi e ballare”… Ilaria e Francesco hanno trasformato un festival in una festa, ma senza mai buttarla in caciara. Se volete sapere come si fa, chiedetelo a loro!

Immagine anteprima YouTube

Sono adorabili il loro stile, l’alchimia delle loro voci, la musicalità delle loro canzoni e la presenza quasi attoriale di Ilaria Graziano sul palco. Non è la prima volta che li ascolto dal vivo. Li ho potuti apprezzare anche singolarmente e insieme, anche con i Velvet Brass di Roy Paci (caldamente consigliati).

All’Ossigeno Festival invece hanno dato spazio a un breve racconto sulle loro radici condividendo per un po’ il palco con Daniele Sinigallia alla chitarra e Francesco di Bella alla voce. Insieme a lui hanno cantato la Napoli contemporanea e le sue periferie abbandonate a combattere da sole le guerre quotidiane… Col folk vernacolare di Francesco di Bella (ex frontman dei 24 Grana) hanno espresso tutta la loro veracità partenopea, anche con un nuovo arrangiamento di La strada.

Quando proseguono il concerto in due, riprendono i viaggi, dalla tierra del sol di  Canción mixteca alle storie di Rosaspina, Love sails, Filibusteria e From Bedlam to Lenane. Fino al nuovo singolo, Come, tratto dall’ultimo album Come2me, giocato su una bella anfibologia a seconda che lo si legga in inglese o in italiano: “come to me” o “come due me”. Qui emerge tutto il lavoro creativo di osmosi continua tra i due: pezzi come Io sono, Giardini di rose, Cavalli selvaggi, Dove siamo e Hand in hand sono la piena realizzazione della loro intesa, come quando Francesco introduce la storia di Red & Blues e Ilaria scherza “la spiego meglio io”.

Mentre la cantano, sembra di vederlo davvero questo angelo sceso sulla terra perché qui, gente, c’è il Blues!!!  

Insomma grande coinvolgimento, grandi schitarrate (che, secondo me, Forni avrà avuto le dita intorpidite per giorni, nonostante ci sia abituato), bis ripetuti su reiterate richieste del pubblico, perfino una cover di Nick Cave e… sinceramente, mi devo sforzare per trovare una pecca: concerto bellissimo, in un quartiere figo e dal gran cuore, per un festival molto interessante. Poi mi fanno notare: queste poltrone colorate dall’effetto Arlecchino, però, certo che sono proprio kitsch!

Ecco.

ilaria graziano e francesco forni

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