Live report: Once I was – Oltre la storia di Tim e Jeff Buckley @Teatro Spazio Uno [RM] – 12/12/14

di Grace of Tree

Quanto amore! Sì, è proprio tutto lì, lo spartiacque tra l’interesse e nutrimento per la vita, tra l’ossessione ed una devota riconoscenza. Non posso che ripetermi questo quando una sera d’inverno, in un teatro improvvisato nel cuore trasteverino, vedo prendere forma dinanzi a me “Once I was –oltre la storia di Tim e Jeff Buckley”, un sogno che non smette di accompagnarmi e insegnarmi la Grazia del vivere. Tim, Jeff e il miracolo della Musica, come luogo d’incontro di anime erranti, una alla ricerca disperata dell’altra, come unica possibilità di essere Altrove, eppure immersi nel mondo.

Pensavo di essere sola in tutto questo, pensavo che il segreto di questa meravigliosa storia parlasse a me in modo esclusivo e personale, ma dopo aver assistito allo spettacolo ideato, diretto e interpretato magistralmente da Francesco Meoni, accompagnato dalla musica del suo fantastico gruppo, ho dovuto felicemente ricredermi. Ecco svelata e portata su un palcoscenico la storia più romantica che io abbia mai conosciuto, fatta di miseria, devastazione e abbandono, ma al contempo, redenta dai sentimenti più nobili come l’amore, il perdono e la più totale devozione all’Arte.

Meoni, attraverso la storia e la voce narrante di Tim Buckley, ripercorre la vita e la carriera di uno dei più geniali e sottovalutati artisti degli anni ’60, tra i primi a osare sperimentazioni in bilico tra folk jazz e psichedelia e vantare una voce in grado di squarciare il tempo. La sua personalità ipersensibile, fragile e contraddittoria, viene indagata alla scoperta di una tara affettiva paterna destinata tristemente a ripetersi nei confronti della sua più fulgida stella, la sua migliore “creazione”: suo figlio Jeff. Tim, infatti, abbandonò sua moglie Mary Guilbert ancora in cinta di Jeffrey Scottie, e lo incontrò solo per fugaci momenti dell’infanzia prima della propria tragica morte per overdose nel Giugno del ’75, ad appena 28 anni. Il destino sarà brillante e tragico anche per Jeff ma questa storia non parla di morte, anzi.

Il più grande merito che riconosco a quest’opera è aver indagato e approfondito così ferocemente le contraddizioni e le miserie degli esseri umani, e di essere riuscita a farle risplendere di una luce accecante di Compassione, Verità ed Amore. Se quel sentimento, che ho già nominato ben due volte, esiste per davvero è l’unico che può compiere il miracolo di trasformare il dolore – subito e poi inferto – e tutta la catena di devastazione che ne consegue, in perdono che tutto assolve. Un miracolo, dunque. Un disegno Superiore che trova il suo luogo-non luogo nella Musica. Meoni è abilissimo nello svelare questo continuo cercarsi tra padre e figlio al di là del tempo, attraverso le loro lettere, le provocazioni più irriverenti ed i testi liquidi intrisi di sogno, ossessione e premonizione. Tutto parla di un eterno rimpianto, tutto invoca un’assoluzione ed un incontro nell’unico posto che si beffa del tempo e della morte, l’Arte.

Queste due vite, bruciate dal sacro fuoco dell’arte e dall’impossibile approssimazione del vivere, sono una lo specchio dell’altra. La loro definitiva consacrazione alla musica, come unica possibilità di essere, li lega indissolubilmente l’uno all’altro e fa sì che l’accettazione della natura dell’uno passi dalla comprensione, profonda e amorevole, dell’altro. Forse Tim non ha avuto il tempo per concludere questo cammino, ma il destino gli ha regalato Jeff, suo figlio, al quale si è donato in musica per portare a termine questo meraviglioso percorso di perdono.

Il finale di questo spettacolo, che non vi anticipo, è la realizzazione di tutto quello che il nostro cuore augura a questi artisti che tanto hanno saputo regalare ad intere generazioni. Solo che fino a ieri non credevo che questo mio desiderio, così intimo ed universale, potesse mai trovare una forma e rappresentazione così compiuta. Questo è un autentico tributo d’amore, e credo che Lassù qualcuno sia grato all’autore.

Fatevi un regalo, partecipate a questo spettacolo, ancora prima di conoscere la storia dei protagonisti, e concedetevi un assaggio della Grazia.

LocandinaOnceIWas_Meoni

 

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