LE INTERVISTE DI JUST KIDS SOCIETY: CAPITAN AMERICA

di Gianluca Clerici

L’America a volte è più vicina di quello che sembri. Di sicuro non basta accennare un motivo rap o imitare quel certo tipo di condanna sociale da cui proviene il pop a stelle e strisce. Di sicuro dietro c’è un’irraggiungibile prova di stile e di suono che solo chi è forgiato da quella cultura fin dentro le ossa sa come restituire alle cose che fa. Capitan America torna in scena con un disco che di America puzza e profuma dalle prime battute. Non a caso si leggono di grandi firme alla produzione. Questo “Supernova” piace tantissimo per la capacità di contaminare il nostro pop con icone e sigilli grandi della musica mondiale. Eccoci a portata di chiacchiera. Il suo punto di vista per le domande di Just Kids Society:

Fare musica per lavoro o per se stessi. Tutti puntiamo il dito alle seconda ma poi tutti vorremmo che diventasse anche la prima. Secondo te qual è il confine che divide le due facce di questa medaglia?
E’ semplice come risposta. Quando lo fai per lavoro ci sono dietro i soldi che investi o investono per te ed è tutto più difficile anche se sei in radio in tv e sui giornali.
L’impressione è quella del mutuo… devi vendere le copie e devi starci dentro. Non è una cosa semplice e molte volte è stressante. Io lo sto provando sulla mia pelle. ahhaha

Crisi del disco e crisi culturale. A chi daresti la colpa? Al pubblico, al mercato, alle radio o ai magazine?
Più che crisi io parlerei di cambiamento. Di un Nuovo Mondo. Di Nuova Era. Tutto cambia e si evolve. Basta capirlo.

Secondo te l’informazione insegue il pubblico oppure è l’informazione che cerca in qualche modo di educare il suo pubblico?
Il pubblico viene imboccato giornalmente, la cosa buffa è che è convinto di scegliere. Non è importante ciò che dici secondo me, ma è importante come lo dici.

La tua musica, il grande pop ormai di stampo americano da hit radiofonica. Si arrende al mercato oppure cerca altrove un senso? E dove?
Direi che sia arrende al mercato, anche se “arrendersi” è un controsenso perchè nel momento che entri a far parte di un sistema come il mercato discografico devi lottare perchè non ci sono premi.

Ormai la tua carriera è davvero lunga da poter archiviare in un sunto di poche righe. La vera grande difficoltà di questo mestiere?
La continuità e il rinnovarsi sempre.

E se avessi modo di risolvere questo problema, pensi che basti? Nel tuo caso specifico?
Finito il concerto di CAPITAN AMERICA: secondo te il fonico, per salutare il pubblico, che musica di sottofondo dovrebbe mandare?
Un mio pezzo del disco. “Universo”

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