RECENSIONE: ZAGREB – Fantasmi Ubriachi

di Paolo Tocco

Sono molteplici le cose che riesco a capire dopo anni di ascolti e di mestiere nel settore. Di sicuro una cosa: la scena indie che per antonomasia dovrebbe inneggiare alla libera espressione e quindi alla assoluta possibilità di raffigurare se stessi e il design da dare alla propria musica, risulta essere invece forse l’ambito musicale più monotono e conformista di tutti. Certamente so di essere scomodo quando scrivo quel che penso…e ben inteso che sia solo un mio pensiero e niente più, non ha la pretesa di insegnare o di predicare. Però ascolto questo nuovo lavoro degli Zagreb dal titolo “Fantasmi ubriachi” e sinceramente mi chiedo – piccoli e naturali dettagli a parte – che ci sia di diverso da mille altri dischi che si spacciano come protagonisti della nuova scena indie rock/stoner della nostra bella Italia??? La produzione di Fusaroli la riconosco ormai da chilometri. Ripeto: dettagli ovvi a parte (diverse le mani che suonano, diversi gli strumenti, lievemente diverse le idee, diverse le voci ma prodotte tutte allo stesso modo etc…) i dischi di Fusarolil sono tutti uguali. Copia e incolla. E come Fusaroli, che probabilmente è stato il primo a lanciare una moda acustica, molti altri dietro ad emularne la ricetta. E la scena indie si popola di tantissimi cloni artistici. Perchè quando ascolto tracce di questo disco come “Non è colpa tua” non sto per caso ascoltando una qualunque delle tutte uguali canzoni di Vasco Brondi? E guarda caso dietro il progetto di Brondi non c’è mica Fusaroli e Giorgio Canali? Certo che si. E così se ascolto tracce come “Fuori da qui” non sto per caso ascoltando una delle tante canzoni tutte uguali de Il Teatro Degli Orrori? E sempre la solita squadra e i soliti nomi…e così penso che potrei continuare fino alla fine. Nulla in contrario se non quel pessimo gusto di comprimere fino allo stress oggettivo tutti i suoni. Niente in contrario se non quel gusto esasperato di ostentare trasgressione di scelte estetiche finendo invece per fare cose un poco banali e non tanti piacevoli come i suoni di cassa o le chitarre a cui si taglia totalmente il corpo e la ciccia e spesso risultano prive di tutto…o come quell’enorme comparto di basse frequenze che (almeno dai miei ascolti) vengono a mancare. Ma tanto oggi ascoltiamo la musica dai computer e quindi ne la compressione ne il dettaglio di tanto spettro sonoro viene valorizzato…quindi va bene. Probabilmente le nuovissime generazioni non hanno mai ascoltato un vero disco.
Invece nota di merito per il brano “Girami la testa” (sempre con moderazione si intenda) ma almeno tra tutte questa si distingue forse più per la scrittura mentre per il resto torna sempre a risiedere nel conformismo di cui sopra. Nota di merito anche per il video del singolo “Frammenti”: davvero bella l’idea, niente di originale ma sicuramente molto calzante e ben realizzata.
In definitiva il nuovo disco degli Zagreb saprei benissimo dove collocarlo ma non saprei riconoscerlo, non saprei proprio distinguerlo e ricordarlo. Sta accadendo quello che da anni accade con i burattini dei talent: se prendessi tutte le canzoni plastificate di questi finti artisti delle tv commerciali e le facessi cantare allo stesso cantante, vi giuro che non saprei dirvi quale canzone appartiene a chi. Beh con la scena indie che ci ostentiamo a celebrare sta accadendo la stessa identica cosa. Ma questo, amici miei è il mio piccolo quanto umile pensiero. Che sia io il vero ignorante di turno? Sicuramente è una delle possibilità…

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