RECENSIONE: Smegma Bovary – Coppa Del Nonno

di Gustavo Tagliaferri

Post-moderni? Forse troppo, forse non abbastanza. Iconoclasti? Più che possibile. Folli? Sicuramente. Adorabili? Indubbiamente sì. Un resoconto ideale per tre uomini bizzarri ed insoliti facenti da eccezioni alla regola ed a loro volta da ramo di quella Sicilia che sta man mano vedendo sempre più proposte di spicco, mai troppo simili a loro stesse. Gli Smegma Bovary, a giudicare dal cut’n paste che propongono, composto da liriche giocose, se non visionarie, e ritmi meno pungenti ed estremi ma comunque rilevanti tanto quanto fa l’illustre collega di Recanati La Tosse Grassa, potrebbero non essere di questo mondo, eppure esistono, sono tra noi, e “Coppa Del Nonno”, seconda opera in studio, ha ben chiaro già dal titolo l’obiettivo principale: percepire un synth-pop “senile”, come da loro stesse parole, che a sua volta nel suo essere slegato da qualsivoglia regola si ritrova con i piedi saldi più che mai sul presente. Nei dieci godibilissimi brani risultanti non vi è un’indole demenziale, quanto più tendente più al serio che al faceto, secondo uno schema tale da rendere ognuno di questi una perla a modo suo: in primis lo sbeffeggiamento da guitar hero di Giuseppe Schillaci (già con Bestiame), presente ne Il mio dovere, mantra dietro cui si cela una ballatona power-dream-pop con evidenti richiami ad I Believe In Miracles, e soprattutto nell’apice del disco, la sferrata italodisco di Nella luce, righeiriana tout court, ma non sono da meno i tentativi di districarsi tra più generi facendo delle loro fonti di ispirazione l’humus consono per una voce fuori contesto come quella di Emiliano Cinquerrui, ed è così che ci si arrovella tra digressioni funk(y) (Dicono sia normale, il dadaismo con un pizzico di soul di Eschaton), punk e wave (Igiene orale), giungendo poi alle rispettive sinergie (Olocausto, i CCCP Fedeli Alla Linea che vanno a sbattere contro Michael Jackson), si strizza l’occhio al pop e alla lounge (Precetti) e concepiscono ninne nanne che confondono Velvet Underground e Caraibi (Un disagio da poco). Dulcis in fundo, un paio di felicissime parentesi che mettono parzialmente da parte la vena folle, passando dal lo-fi jazzato d’autore (I bambini cattivi) ad una forma di folk corale da camera (Amo le ragazze). Un panorama che constata come gli Smegma Bovary abbiano le idee chiare quando c’è da giocare con le apparenze, e le sorprese presenti in “Coppa Del Nonno” li confermano come un trio divertente, goliardico ed al contempo conscio del proprio operato. Certamente tutt’altro che sfavorevole.

Smegma Bovary – Coppa Del Nonno
(Doremillaro (sb) RECS, 2016)
1. Il Mio Dovere
2. Dicono Sia Normale
3. Igiene Orale
4. Un Disagio Da Poco
5. Nella Luce
6. Precetti
7. Olocausto
8. I Bambini Cattivi
9. Eschaton
10. Amo Le Ragazze

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