INTERVISTA: BANANA JOE

Intervista di Giovanni Graziano Manca

I Banana Joe sono un trio genovese, composto dal cantante e bassista Andrea Gnisci, dal chitarrista Fulvio Masini e da Emanuele Benenti, batterista. Il loro disco d’esordio, “SuperVintage”,  è uscito il 26 di Ottobre u.s.. Abbiamo rivolto loro alcune domande; ecco le loro risposte.

Chi sono i Banana Joe? Diteci delle esperienze, della formazione e delle influenze fatte proprie negli anni da ciascuno di voi
I Banana Joe sono tre amici a cui piace raccontare storie in musica, siamo nati nel 2016 ma ci lega un’amicizia di ben più vecchia data. Le nostre influenze musicali sono sia straniere che nostrane, amiamo JACK WHITE ,I QUEEN OF THE STONE AGE, prendendo anche spunto dai classici BEATLES passando poi da gruppi italiani quali AFTERHOURS ,ZEN CIRCUS, VERDENA etc…

Otto splendidi e coinvolgenti brani che si muovono tra nuovissime sonorità rock, metal, grunge, elettroniche e perfino noisy. Spiegateci l’origine più profonda del titolo dato al vostro primo album, “Supervintage”.
“Supervintage” è esattamente una dichiarazione di come tutto ciclicamente torna al punto di partenza, come una ruota che finito un giro si ritrova al punto di partenza con la differenza che cambiando i tempi diamo il nostro contributo all’attuale contesto storico in chiave musicale. Ecco perché un disco con richiami musicali “retrò” immerso in una produzione musicale attuale si può definire “super” e farli convivere perfettamente. In poche parole un approccio moderno al vintage facendo tutti contenti.

L’uscita dell’album è stata anticipata a Maggio dal singolo «Neve», seguito dal videoclip ufficiale del brano che mostra un insolito paesaggio invernale in slow motion. In una intervista avete dichiarato che “Portare la neve in estate è una scelta di marketing: quando tutti usciranno col tormentone di turno noi vorremmo farvi riflettere.” Anche alla luce dei risultati ottenuti dal singolo e dal video in termini di popolarità, potete dire di aver raggiunto il vostro obbiettivo?
“NEVE” ha avuto un’ottima presa sul pubblico, il giochino della “neve in estate” è stato un buon gancio di attrazione ma siamo più contenti che il vero messaggio del testo sia arrivato nonostante la provocazione che poteva portare fuori strada.

Le canzoni di “Supervintage” appaiono, quanto a sonorità, piuttoosto omogenee. Sono state tutte scritte in un lasso di tempo limitato (questa è la nostra impressione), magari in studio, o ve n’è qualcuna che pur facendo parte delle stesse sessioni di registrazione è stata scritta indietro nel tempo?
Il percorso di produzione non è mai veloce, il materiale era tanto e abbiamo fatto una cernita di cosa poteva essere messo insieme in termini di arrangiamento e di testo, poi ovviamente durante le sessioni di registrazione ci si lascia andare in momenti di sperimentazione sonora e si valuta cosa tenere e cosa scartare amche se in linea di massima si entra in studio con le idee chiare su quello che dev’essere il prodotto finito.

In generale come nascono le canzoni dei BJ? Credete nella divisione dei compiti tra componenti della band oppure ogni singolo brano nasce quando siete insieme in sala prove, oppure, ancora, entrambe le cose?
Entrambe le cose, l’idea può nascere a casa come in sala prove, ci si aggiunge anche l’intesa che i musicisti maturano col tempo e la direzione che deve prendere un pezzo si identifica subito, ovviamente il lavoro di arrangiamento richiede tempo e prove con ascolti continui cercando di mantenere equilibrio all’interno del brano.

Ci dite qualcosa a proposito della dimensione live della band? Emozioni, soddisfazioni, coinvolgimento del pubblico, e così via… Se lo desiderate potete raccontarci qualche episodio che vi è rimasto impresso capitato durante uno dei vostri concerti.
Ogni concerto è un’emozione dal palco piccolo a quello molto grande, cerchiamo di trarre da ogni esibizione un nuovo obbiettivo per la nostra crescita artistica. Un episodio recente in sede live è stato a Firenze, una volta scesi dal palco un gruppetto di giovanissimi ci ferma per complimentarsi e per dirci quanto loro si ritrovano nei testi delle nostre canzoni, questo è un esempio di stimolo e gratificazione che ci fa pensare che il prodotto funziona e sia fruibile a tutti. Abbiamo avuto fortuna e onore di condividere il palco con grandissimi artisti:ç Caparezza, Punkreas, Omar Pedrini, Sick Tamburo,etc. La dimensione live dei BJ è come prendere un pugno di Bud Spencer in musica, tanto sound, tanta grinta e voglia di lasciare il segno.

Avete già presentato “Supervintage” al pubblico dei concerti? Con quali risultati?
In via ufficiale la data 0 di “Supervintage” è il 24 novembre nella nostra Genova, intanto stiamo delineando le prossime tappe ma ogni volta che andiamo a suonare da qualche parte la risposta del pubblico è sempre ottima e calorosa e per questo lo ringraziamo!

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