LIVE REPORT: Opere in Rosso @ Studio Fabio Milani – Rome Art Week [RM] – 24/10/2022

Live report di Davide Emanuele Iannace

Il Rosso che lega e slega

Opere in Rosso – Foto dal vernissage

Se dovessimo parlare dei colori, parleremmo per lo più di soggettive interpretazioni e strane vicissitudini che ci collegano a questa tonalità di blu e a quella tonalità di arancio. I colori sono letteralmente tutti intorno a noi, saldi nella memoria collegati a profumi e a sensazioni che potremmo avere provato e non provare mai più, così come ad avventure giovanili, ad amori scomparsi. Il colore è, per sua natura, ovunque. La sua totalità e la sua assenza al contempo caratterizzano altre realtà dei labirinti della nostra mente.

Motivo per il quale, parlare di una mostra che ha come titolo “Opere in Rosso”, e che ha, come protagonista, lo stesso colore del fil rouge, ci consente di aprirci alle più ampie interpretazioni dell’arte e del vivere l’arte stessa in un contesto come quello romano. Nella centralissima temporanea esposizione di Via degli Uffici Vecchi, mentre fuori la città si divideva tra adoranti della politica e amanti delle belle arti, nello studio di Fabio Milani, curatore e artista anch’egli della scena romani, si è tenuta “Opere in Rosso”, una collettiva inserita all’interno del contesto della Roma Art Week (RAW), edizione del 2022.

“Opere in Rosso”, come dice il titolo, ha come focus un colore, quello del sangue, dei tramonti sulle spiagge dopo lunge giornate al mare, il rosso delle mele, ma anche il rosso del fuoco che arde e si spande. Il rosso domina tutte e ventuno le opere che sono state esposte nel salotto romano, una città che del rosso e porpora degli imperatori e dei senatori romani s’è cinta il capo a lungo, insieme alla veste. Il rosso delle opere che viene preso e interpretato, reinterpretato, continuamente dagli artisti e dai visitatori stessi. Perché nel momento in cui vediamo come protagonista squisitamente il colore, allora non si può che entrare in una sottospecie di patto tacito di silenzioso assenso dell’autore verso le naturali vocazioni interpretative del visitatore, mentre proprio il senso dell’artista andrà destreggiandosi in silenzio nell’etere, colto o taciuto che sia.

Opere in Rosso – Foto dal vernissage

Possiamo prenderne qualche strascico, possiamo trovare qualche traccia delle loro intenzioni sparse qua e là. Possiamo provare a osservare le diverse sfumature del rosso, provando a indovinare cosa volesse dire l’artista con questa o quella sfumatura.

Se vediamo per esempio l’opera di Flavio Tiberio Petricca, quello che scorgiamo è un rosso denso, mescolato, amalgamato. Non è il sangue, ma è roccia rossa sparsa e rotta, come corallo. Un rosso che copre la tela bianca, che copre quel qualcosa che si accenna, ma che esiste. Diventa il corallo contro l’avanzare delle onde, diventa il rosso del mare al tramonto che frena anime e pensieri. È il potere del colore più puro, quello di diventare tutte scene diverse, a modo suo reali, a modo suo sempre falsificate dall’interpretazione del visitatore.

 

Ancora, il rosso può diventare l’illusione del movimento e del labirinto dentro l’opera di Angelini. Il rosso e il bianco, di nuovo, diventano una fusione che si interpone in forme geometriche che sono da un lato le linee di un labirinto all’inglese dentro cui destreggiarsi, ma al contempo sembrano forma soffusa del corpo stesso umano, con le sue vene e il suo sangue.

Opere in Rosso – Foto dal vernissage

Il rosso diventa ancora il segno del conflitto e del tempo, ora di un cappello di un mendicante ripreso in colori tratteggiati. È un gioco continuo nella mostra quello di cambiare il colore, di giocarvi, di metterlo in luce nei modi più diversi. Una sfida per gli artisti che hanno sicuramente donato una varietà rara all’insieme delle opere, diverse eppure accumunate da un tratto dominante.

Una mostra, “Opere in Rosso”, che riesce nel suo intento di portare sotto un solo tetto artisti dalla storia e dal passato, dalla tecnica e dallo stile, molto diversi tra di loro, che si rimettono insieme in una sola carreggiata per il piacere di creare una monocroma installazione collettiva che si veste di rosso, il colore che, come Matrix insegna, distrae e riflette.

 

Fino al 15 novembre le opere saranno in esposizione nello studio di Fabio Milani, il curatore – nonché fotografo ma anche artista che ha contribuito con un suo lavoro alla stessa mostra – che si affaccia nelle zone antiche di Roma. Una mostra che impatta, per gli appassionati sicuramente, anche senza un vero filo al di fuori del colore stesso. Un esperimento interessante, a modo suo, anche se forse il solo colore non basta a generare coesione tra le opere. La sensazione rimane di ritrovarsi davanti un insieme un po’ montato ad hoc di opere che non riescono a comunicare tra di loro davvero, al di là del loro scopo.

Opere in Rosso – Foto dal vernissage

Rimane una visione affascinante di come diversi artisti riescano a interpretare diversamente, con forme espressive e impressive variegate, uno stesso topic all’interno della medesima esposizione. È una sperimentazione che ha fascino, nel senso che ci ricorda il potere che l’Arte di mettere insieme i pezzi, di mettere insieme le diverse parti di un puzzle che nemmeno è stato ancora ideato. Un esperimento sicuramente a modo suo riuscito, che potrebbe colpire le persone e in particolare chi si sente legato proprio al Rosso del cuore, del sangue e dei tramonti.

 

DOVE: Via Uffici del Vicario 33 int. 7, Roma

QUANDO: Fino al 15 novembre, dalle 18.30 alle 20

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