LE INTERVISTE DI JUST KIDS SOCIETY: VANINA VINCENT

Intervista di Gianluca Cleri

Decisamente una produzione coloratissima, di spiritualità e di intenzioni buone verso la vita. Di sicuro qui il suono e la narrazione vengono a patti con le vibrazioni buone per una rinascita che si rinnova. Apolide Vanina Vincent, figlia del mondo come la sua continua contaminazione dei suoni. E questo “Vibrante” è un EP digitale che il mondo abbraccia nonostante i suoni digitali ci portano a spasso per una Europa metropolitana. A lei dunque le nostre consuete domande di Just Kids Society:

Questa stagione di Just Kids Society vuol parlare di futuro. Una cosa incerta sotto tanti punti di vista. Parliamo del suono tanto per cominciare. Ormai i computer hanno invaso ogni cosa. Si tornerà a suonare la musica o si penserà sempre più a come comporre assemblando format pre-costituiti?
Sperimentiamo un mix del tutto! gli strumenti classici, tribali e tipici di ogni regione del mondo con le apparecchiature di cui si dispone.. bello no? Ci sono mille mondi da esplorare! Poi vibrare col suono di uno strumento, per chi ama vivere con la musica, credo sia un valore da tenere come tesoro.

Sempre più spesso il mondo digitale ha invaso anche la forma del disco. Ormai si parla di Ep, di singoli. Di opere one-shot dal tempo limitato. Qualcuno parla di jingle come forma del futuro. E dunque? Se da una parte c’è maggiore diffusione, dall’altra c’è maggiore facilità di produzione. Dunque… chiunque può fare un disco. Un bene o un male?
Approfondiamo il “chiunque può fare un disco”. La musica fa parte di un percorso, di una scelta di vita fatta di tante opportunità e può sfociare in tante vie. Come ogni arte per me presume un contenuto elevato che arrivi come una freccia dritta al cuore e lasci un piccolo segno. Se il disco è una bomba e arrivi dritto come una freccia…. continua vaii! E se non arriva però..vaii continua lo stesso!!!!
Quindi scelgo di vedere il bene, sempre, perché il mondo ha bisogno di arte.

La pandemia ha ispirato e condizionato molta parte dell’arte di questo tempo. Ma sempre più spesso gli artisti inneggiano ad un ritorno a cose antiche, ataviche, quasi preistoriche come certe abitudini, come un certo modo analogico di fruire la musica. Insomma, ha senso pensare che nel futuro si torni a vivere come nel passato?
Siamo in divenire continuo. Ha senso pensare che le scelte di tutti siano più consapevoli e la musica un mezzo per aprire la coscienza.

Una produzione colorata decisamente. Elettronica, vita vissuta, mondo analogico… ma soprattutto la canzone d’autore e di spiritualità. Pensi che tutto questo abbia carte buone per dialogare dentro un mondo sempre più omologato e digitale… anzi automatizzato?
Davanti allo schermo c’è sempre un essere “Vibrante”..!

Anche in questa stagione riproponiamo una domanda che sinceramente non passerà mai di moda anche se le statistiche un poco stanno dando ragione a tanti come noi. Parliamo tanto di lavoro ma alla fine vogliamo finire in un contenitore in cui la musica diviene gratuita. E Spotify è uno di questi. Non sembra un paradosso? Come lo si spiega?
Ah i numeri! Su Spotify c’è a disposizione più musica di quella che si riesce ad ascoltare ed assimilare ..Siamo nel magico mondo.. dei numeri!

Siamo nel tempo dell’apparire. Come ci si convive? Si esiste solo se postiamo cose? E se non lo facessimo?
Sono anacronistica.

A chiudere, da sempre chiediamo ai nostri ospiti: finito il concerto di Vanina Vincent, il fonico cosa dovrebbe mandare per salutare il pubblico?
Beh te ne lascio almeno tre visto che il pubblico sarà caldo 🙂
“Curandera curando” di Paloma del Cerro, anima gentile e saggia, sapore della mia terra in una fusione di ritmi tradizionali ed elettronica, poi Bia Ferreira con “Não Precisa Ser Amélia”, vista da poco in live, artista brasiliana carichissima con ritmi funky, reggae e groove di ballate soul e per chiudere le Fucksia, (che vi consiglio live se vi piace la techno!) con “4 little monkeys”, per ballare l’ultima a cassa dritta ed andare a casa ancora in mood “Vibrante”!

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