LAS NENAS INTERVISTANO: EMAYLA

Intervista di Las Nenas  

EMAYLA

Ciao Emayla. Siamo Elena & Stefy, las Nenas di Just Kids Magazine. Benvenuta nella nostra rubrica. Sei una cantante, compositrice e polistrumentista nata e cresciuta in Italia.  Attualmente abiti negli Stati Uniti.  Puoi raccontarci come ti sei avvicinata alla musica? Quali e quanti strumenti suoni?

Ciao Elena & Stefy! Innanzitutto, grazie per avermi invitato nella vostra rivista! Tutto è iniziato quando avevo solo 3 anni: i miei genitori mi portavano a lezioni di musica per bambini. A 7 anni ho iniziato a studiare pianoforte ed ho scoperto un mondo meraviglioso che non ho mai più abbandonato. Successivamente all’età di 15 anni ho iniziato a studiare chitarra, a 16 ho scritto la mia prima canzone e a 18 ho iniziato a cantare a livello professionale. Oltre ad essere cantante, cantautrice e beatboxer, suono quindi anche il pianoforte, la chitarra e ho imparato a suonare anche l’ukulele. Ringrazio entrambi i miei genitori per avermi sempre supportata dall’inizio del mio percorso musicale!

Ci spieghi da dove ha origine il tuo nome d’arte?

Il mio nome d’arte, EMAYLA (tutto in maiuscolo), nasce nel gennaio 2019, esattamente mentre ascoltavo una canzone nello stile R&B /soul in Svedese. Mi trovavo in Italia ed ero appena tornata da una vacanza in Svezia. Era lì che avevo scoperto quella canzone. Era un’epoca di cambiamento. Immediatamente, ho avuto un’ispirazione grafica e sonora. Dal punto di vista grafico, se prendiamo il nome “Emanuela” e togliamo la sillaba “nue”, che in inglese, sonoramente significa “new” (=nuovo) e lo sostituiamo con la lettera “Y”, nasce il nome EMAYLA che significa appunto una nuova rinascita (new).

EMAYLA

Oltre il significato visuale, c’è anche il significato sonoro: quando ancora vivevo in Italia, mia madre mi chiamava spesso “Emay”, per abbreviare il mio nome: Emanuela.  Oltre a questo, il collegio musicale dove sono andata a studiare in America, si abbrevia “MI” (Musicians Institute) e in inglese si legge sonoramente così, esattamente come “Emay”. Io mi sono trasferita in America proprio per studiare al Musicians Institute e seguire la mia carriera musicale. Questa scuola rappresenta per me un elemento importante, anche perché non appena mi ci sono laureata, sono stata immediatamente assunta come docente. In aggiunta, la parte finale del mio nome “EMAYLA” è “LA”, che è l’abbreviazione di Los Angeles.

Ecco che nasce così il mio nome artistico: EMAYLA, con un significato intimo molto personale, ma anche grafico e sonoro.

Stati Uniti da una parte e Italia dall’altra. Come ti hanno influenzato musicalmente parlando? Pensi che all’estero i musicisti siano più valorizzati rispetto l’Italia?

Musicalmente parlando, l’impronta della musica italiana, con la sua musicalità e romanticismo, rimarrà sempre in me, soprattutto quando scrivo. L’influenza italiana la ritrovo sempre in molte mie canzoni. D’altra parte, devo però affermare che l’influenza americana della musica R&B/soul ha marcato profondamente la mia crescita ed il mio percorso musicale. Un altro elemento che mi ha formata è anche stato sicuramente il sapore della musica new age, conosciuta da un disco che i miei genitori ascoltavano spesso quando abitavamo in un appartamento bellissimo di fronte al mare. Sono tutti ricordi ed influenze che segnano profondamente lo stile di musica che compongo adesso e che continua ad evolversi in me.

EMAYLA

Rispondendo alla seconda domanda, posso dire che i musicisti sono valorizzati, però non ho abbastanza elementi per confrontare e rispondere con precisione, dato che ho lasciato l’Italia moltissimi anni fa. Devo però affermare che qui in America, se lavori molto e ci metti l’impegno, puoi sicuramente diventare un musicista affermato, riconosciuto e ben rispettato.

Hai scritto la canzone “Time Doesn’t Come Back”. Spesso ci dimentichiamo del tempo che passa e vola via come scrive anche Baudelaire in “Nell’esame di mezzanotte”: <<Il pendolo ora suona mezzanotte: ecco, ci invita, con chiara ironia, a chiederci quale uso abbiamo fatto della giornata che già vola via..>>. C’è un momento del tuo passato che ricordi con affetto e che ti piacerebbe rivivere?

Il tempo è sicuramente una delle più preziose cose che esiste, perché una volta passato, non torna più. Se dovessi tornare al passato e rivivere un momento, sarebbe forse intorno ai 7 anni, quando andavo in vacanza in Liguria con i miei genitori e mia sorella. Erano momenti di spensieratezza, quando ancora la vita era tutto un gioco e fantasia.

Ci piace molto la canzone “Deepest Love” contenuta nell’album “New Freedom”. Ci parli di come è nata la canzone?

“Deepest Love” nasce inizialmente sperimentando e giocando su un arpeggio con un suono digitale di chitarra, fatto con una tastiera al computer con il programma di registrazione Logic. Prima di tutto è nata l’ispirazione di quel riff iniziale. Una sera, ero davanti al computer da sola, sperimentando con dei suoni. Da lí, una volta nata la progressione di arpeggi, ecco che nasce poi la melodia del verso e in seguito il ritornello. Quindi, dopo che è nata la melodia, ci ho aggiunto anche le parole.

Il brano “Deepest Love” parla di come ci si può sentire soli in una relazione con un’altra persona, quando la relazione non è quella giusta per noi. In quel caso, non ne vale la pena soffrire, se le cose non funzionano, perché a volte, stare insieme alla persona sbagliata, può farci sentire ancora più soli che starne senza.

Hai duettato con Juanes nella canzone “Fotografía” e hai avuto anche la possibilità di cantare con Franco De Vita. Che cosa ha significato per te cantare con questi grandi artisti? Qual è il ricordo più bello delle performance realizzate insieme?

Per me, cantare con questi grandi artisti, è stata sicuramente una grandissima svolta nella mia carriera.

Cantare e registrare dal vivo in concerto la canzone “Fotografia” con Juanes su MTV Unplugged e veder vincere con quell’album un Latin Grammy, ha certamente portato la mia carriera ad un livello ancora più alto così come il duetto con Franco de Vita al Gibson Amphitheater. Sicuramente, il ricordo più bello di queste performances è stato il guardarsi negli occhi con l’atro artista mentre si cantava, condividendo un’emozione con la voce e con l’espressione del cuore, attraverso la musica e vibrando insieme sulle stesse note. E mentre tutto ciò succedeva, sentire il calore e la risposta del pubblico, che in quello stesso prezioso momento, riceveva quelle stesse vibrazioni sonore ed energetiche. Non c’è niente di più bello!

Ho avuto anche l’onore di aprire il concerto di Jovanotti, quando è venuto in tour qui in America, a Los Angeles e quello è stato anche uno dei più preziosi ricordi della mia carriera artistica.

Hai realizzato molte cover facendo delle tue versioni e interpretandole anche in una lingua diversa dall’originale (in inglese, italiano o spagnolo). Chi ti piacerebbe che interpretasse questa volta una tua canzone e in che lingua?

Sicuramente sarebbe bello sentire l’artista di quella canzone svedese, magica, che stavo ascoltando mentre l’ispirazione del mio nuovo nome “EMAYLA” era venuta fuori! Sarebbe bello sentire come l’artista R&B di quella canzone, Cherrie, interpretasse in svedese la mia canzone “Deepest Love”. Sono sicura che sarebbe una bellissima versione, soprattutto se acustica!

Abbiamo visto sul tuo profilo Instagram e su YouTube molti video in cui balli. Una curiosità: come hai scoperto la tua passione per il ballo?

Devo dire che la passione per la danza nasce da piccola. Ho iniziato ginnastica ritmica a 10 anni e danza classica a 11 anni. Inoltre, a parte la musica, ballare ed esprimere energia muovendomi, ha sempre fatto parte di me: la danza classica mi ha sempre accompagnato sin da piccola, mentre la danza “heels” sui tacchi, l’ho scoperta nel 2019, camminando su Melrose Blvd e passando davanti allo studio di danza “Playground”, che è un’icona della danza heels.

EMAYLA

Pochi giorni prima, mi era arrivato come suggerimento un video su Youtube di una ragazza che ballava a Playground e ne ero rimasta molto colpita. Poi quando sono passata per caso davanti allo studio, qualche giorno dopo, mi sono meravigliata e ho voluto provare. Mi ricordo che all’epoca avevo avuto una delusione d’amore e mi sentivo triste. La danza “heels” mi ha tirata di nuovo su e ha aggiunto un potere femminile ancora più forte alla mia identità, facendomi sentire ancora più libera di essere me stessa e dandomi un’energia e una sicurezza completamente nuova. Devo anche dire che la danza mi ha aiutato ancora di più con la sicurezza sul palco, la mia femminilità nei movimenti, e la mia postura.

Stai lavorando a qualche nuovo progetto?

Si e sono molto emozionata di condividerlo presto! Sto lavorando su diverse canzoni originali da sola e in collaborazione con altri artisti eccezionali! Tenetevi forte! Stay tuned!

Una cosa che nessuno ti ha mai detto, ma che hai scoperto da sola e che può essere un valido consiglio da dare a un musicista che sta iniziando a muovere i suoi primi passi nella musica?

EMAYLA

Fai ciò che fai perché lo ami, non per il successo. Sii sempre trasparente come artista: il pubblico sente quando qualcosa è artefatto. Rimani sempre fedele alla tua verità. Non cercare di essere nessun altro che non sia te stesso. Fai tutto con amore e passione e vedrai che con il tempo, a poco a poco, raccoglierai i frutti di ciò che con pazienza hai seminato.

Le foto inserite nell’intervista sono state scattate da Justin Key, Josh Harm, Guillermo Franco e Vanessa Taylor.

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