RECENSIONE: NICOLO’ CARNESI – BELLISSIMA NOIA

Recensione di Elia Capitani

Quando la mia maestra d’asilo tirava fuori gli albi da colorare dall’armadietto, io sapevo che da lì a poco mi sarei annoiata. Avevo già una spiccata propensione a non conformarmi e a non ascoltare quando mi si veniva detto stai seduta li. Aperto l’albo e pennarelli alla mano le varie principesse e cavalieri diventavano abitanti di mondi lontani, possibilmente con qualche braccio in più e la pelle verde-blu. La mia noia in quel momento diventava bellissima, quella che mi portava a creare e penso sia stata la stessa di Nicolò che con il suo album mi ha portata lontana, senza correre poi troppo.

Giunto ormai al suo terzo lavoro in studio Nicolò Carnesi ci regala nove tracce di poesia urbana.
“Bellissima Noia” è un concentrato di racconti di quotidianità, delle piccole cose e di un mondo che sembra surreale pur tenendoti con i piedi ben saldati a terra. Un album vestito da anni sessanta, l’epoca delle gonne al ginocchio delle mamme, dei giradischi, dei ricordi sinceri, del cantautorato alla battisti e dalle polaroid un po’ sbiadite.

L’album si apre con il brano titolo del disco, critica aperta alle convenzioni e inno alla noia costruttiva, tutto contornato da cori onirici, ritmi cadenzati e una magnifica prosa di parole raccontata da una voce che al solito incanta nella sua leggerezza. “Lo Spazio Vuoto” schiaccia l’occhio alle sonorità pop del “vecchio” cantautorato, quello della scuola di Battiato con note più elettroniche, un punto d’osservazione finemente malinconico del mondo esterno, “Il racconto più bello” però. In “Fotografia” si delineano i contorni di un paesaggio della Sicilia Bedda, la cartolina un po’ ingiallita dalla vita, una ballad al piano che scalda il cuore. Nello “Scherzo Infinito” si torna alla critica, a ciò che la rete, i social sono capaci di infonderti, le bugie, i miliardi di selfie, ma questa rete a che ci servirà, siamo mica pesci?

Ritmi di marcia e chitarre lap steel per il “Lato Migliore” brano di spicco dell’album, dove si fanno concreti e riconoscibili i tratti dell’ormai maturità del cantautore. Il “Cambiamento” sta arrivando, le eterne promesse, ma uno si domanda poi da dove sta arrivando, da cosa o chi dovremmo aspettarci la famosa rivoluzione? Il brano è psichedelico dalle chitarre ai cori, fin l’ultimissima nota in fade.
L’album si chiude con l’epopea M.I.A e nel modo più cosciente di tutti, la considerazione finale del bene e del male, l’illusione di essere tornato a casa da un posto tremendo perché la noia in fondo è pur sempre un tentativo di fuga.

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Nicolò Carnesi – Bellissima Noia
(Malintenti Dischi – 2016)

1. Bellissima noia
2. Lo spazio vuoto
3. Fotografia
4. Lo scherzo infinito
5. Il lato
6. Cambiamento
7. Ricalcolo
8. Comunichiamo male
9. M.I.A.

NICOLO’ CARNESI sul web:
Sito ufficiale
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