LIVE+PHOTO REPORT: JAZZ IN WINE FESTIVAL @ OFFIDA [AP] – 29/12/17

Live report di Francesca Vantaggiato

Un’altra alcolica avventura stavolta alla scoperta delle verdi terre delle Marche, patria di ottimi vini, buonissime lenticchie, saporiti salumi , affascinanti calanchi ma soprattutto GRANDI MUSICISTI!

Contro il logorio della vita moderna, fuggendo da orripilanti cenoni di capodanno e nottate in discoteca, a fine dicembre ci siamo rifugiati ad Offida, uno dei borghi più belli d’Italia (lo è davvero), dove il 28 e 29 dicembre si è svolto Jazz In Wine Winter Edition, un interessante festival di musica jazz, organizzato dall’amministrazione offidana e arrivato già alla seconda edizione. Il Jazz In Wine è già da tempo appuntamento estivo ad Offida, ma dopo il terremoto, per risollevare animi e finanze, hanno deciso di proporlo anche in versione invernale: e hanno fatto bene! Si tratta di due giorni di concerti in bar, osterie e cantine del piccolo paesino che, per l’occasione, aprono le loro porte agli avventori e versano da bere più di quanto non facciano solitamente (vi lascio immaginare). Ecco il resoconto di una serata favolosa, etilica e dalla perfetta colonna sonora.

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Siamo partiti alle ore 18.00 dallo Showroom Ciù Ciù, la rivendita vini della cantina locale che affaccia sulla triangolare Piazza del Popolo. Qui ci attendeva il primo concerto della serata, quello dell’Arrenbi Trio: Pasquale Ninni alla chitarra, Pino Melfi alla tromba, Fabio Caruso alla voce  per un concerto decisamente piacevole e divertente, grazie agli arrangiamenti dei grandi classici da Otis Redding (hanno suonato la mia preferita Sittin’ on the dock of the bay) a Ray Charles, passando per altri grandi del jazz. Ottimo inizio.

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IMG-20171230-WA0054All’uscita del locale, ci domandavamo a gran voce dove potessimo proseguire la serata, viste le diverse proposte. Al che, un simpatico ragazzo si offre di condurci alla scoperta delle osterie di Offida, alla ricerca del luogo giusto. Il ragazzo in questione la sapeva lunga: ci ha illustrato tutto il programma del festival, ci ha spiegato le motivazioni che hanno portato alla sua realizzazione, ci ha fatti entrare all’Osteria Ophis e alla Osteria Italia, raccontandoci la storia di quei luoghi e presentandoci i proprietari. Infine, ci ha svelato un segreto: ci sarebbe stato un concerto fuori programma a La neviera nel Pozzo. Naturalmente abbiamo deciso di andare lì, alla cieca! Prima di salutarlo ho fatto giusto in tempo a chiedergli chi fosse: Piero Antimiani, assessore al turismo (nonché uno dei fondatori della Blues Foundation in favore delle zone terremotate delle Marche). Siamo cascati bene, insomma!

La Neviera nel Pozzo è un luogo familiare e piccolissimo, una cantina tradizionale, antica, scavata nella pietra. Si scendono delle scale e si va sotto terra di alcuniIMG-20171230-WA0055 metri, tra i cunicoli della cantina dove ci sono prosciutti appesi, bottiglie di vino sdraiate, lampade dalla luce fioca. Ci ha accolto l’oste che ci ha mostrato un tavolino minuscolo e ci ha detto: “Qui si mangia casalingo, vi porto io da mangiare quando è pronto, e non si cambiano i piatti. Ah, lì metto un po’ di bottiglie: bevete quello che volete, fate voi!“. COSA POTEVA SUCCEDERE DI PIÙ BELLO?! Una cosa, ed è successa: il concerto era di Pino Mannello, romano trasferitosi nella Marche da tempo, esperto di tromba e flicorno, one man band d’eccezione per serate di Soft Music. Ha messo su le sue basi e ci ha divertito e rilassato con i suoi assoli e la sua voce grave. Che bella serata.

E dopo una carrellata di prosciutto e olive ascolane, cannelloni con sugo di carne, coniglio ‘Ncip ‘nciap, broccoletti ripassati, funghetti all’anice e svariate bocce di vino ci siamo trasferiti in un altro angolo di paradiso alcolico offidano: Spazio Vino – Enoteca Regionale delle MarcheCercate un qualsiasi vino delle Marche? Beh, qui ce l’hanno! È un locale caldo, accogliente, pieno di giovani. Il programma del Jazz in wine festival prevedeva il concerto dei Blackmarket, seguito da jam session. Un quartetto di musicisti molto giovani dal timbro frizzante che hanno riarrangiato grandi successi del blues e del jazz: Amy Winehouse, Chick Corea, Stevie Wonder, Erykah Badu e tanta altra bella roba. Ci stava tutto.

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Devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita dalla qualità di questo festival, soprattutto perché organizzato con l’intento di valorizzare e mettere in mostra una terra magnifica come quella delle Marche, fatta di verdi colline, personaggi divertenti, grandi lavoratori, giovani motivati, ottimi vini e grandi fritti! Ho fatto un memorabile viaggio tra paesaggi, produttori vinicoli, assessori, gastronomie e musicisti che mi ha ricordato quanto sia bella l’Italia e quanto le persone lavorino quotidianamente per creare cose belle. Un viaggio che mi ha insegnato molto, e soprattutto che la musica è come il vino, quando è buona non basta mai!

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